Saranno otto i casertani che approderanno al prossimo Consiglio regionale.
Cinque di maggioranza, tre d’opposizione.
Tradotto: stessa minestra, con quattro riconfermati e il solito corredo di mugugni, recriminazioni e “ricorsi last minute” degni del televoto di Sanremo.
Tra i vincitori sulla sponda governativa sfilano:
– Marco Villano (Pd): uno che più blindato di così solo la cassaforte della Banca d’Italia.
– Raffaele Aveta (M5S): grillino della prima ora, rientra come il compagno che torna sempre a casa dopo aver detto che era tutto finito.
– Gennaro Oliviero (A Testa Alta): e infatti una testa alta… e una poltrona confermata.
– Pietro Smarrazzo (Casa Riformista): il riformista che più riformista non si può.
– Giovanni Iovino (Avanti Campania): avanti, sì. Ma soprattutto… dentro.
Sul fronte dell’opposizione, invece, la partita è sembrata più una corrida che una competizione elettorale:
– Giovanni Zannini (Forza Italia): ogni legislatura si ripresenta, si ricolloca, si ricicla. Un evergreen della politica campana.
– Vincenzo Santangelo (Fratelli d’Italia): vola in Regione macinando voti e rivalità.
– Massimo Grimaldi (Lega): prende il posto per una manciata di voti, giusto il tempo di far partire la controffensiva di Antonella Piccerillo, che già pare stia lucidando i faldoni per il ricorso.
Se questo è il quadro, prepariamoci ai prossimi mesi:
complotti, rivincite, piazze infuocate, e l’eterna guerra per chi deve mettere il cappello politico su ogni marciapiede rifatto.
Caserta avrà pure otto rappresentanti in Regione.
Ma per adesso l’unica cosa certa è una:
saranno otto… e litigheranno per dieci.














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