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Al comune di marcianise una Waterloo politica.

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MARCIA­NISE, TERREMOTO DI PALAZZO!
Altro che luminarie di Natale: a brillare sono solo le scintille politiche che stanno incendiando il Comune di Marcianise, travolto da una crisi istituzionale degna del miglior amarcord della Prima Repubblica.

La tensione covava da settimane — due consigli saltati per numero legale, facce tirate, manovre di corridoio — ma il primo consiglio comunale post-regionali è stato la detonazione definitiva.

TROMBETTA VA IN TILT E ANNUNCIA IL RESET:
il sindaco Antonio Trombetta, messo all’angolo da una variazione di bilancio sulle luminarie natalizie (sic!) e sui lavori di via Paolo De Maio, ha sbattuto il pugno sul tavolo e proclamato: “Lunedì azzero la giunta. Si apre la crisi.”
Tradotto: non controllo più nessuno, la maggioranza è evaporata come lo spumante aperto a Capodanno.

Il voto parla chiaro: 8 favorevoli, 13 contrari, 2 astenuti.
Una Waterloo politica.

A guidare la carica contro il sindaco è il gruppo “Marcianise è sempre al centro”, alias Antimo Rondello e Maria Luigia Iodice, che accusano Trombetta di aver trasformato il civismo in una specie di amministrazione con le rotelle marcate a destra, complice la candidatura leghista del vicesindaco Salzillo.
Per Dagospia: la definizione tecnica è “civismo fantasy”.

E le richieste dei centristi? Manco a dirlo: via tutti, reset totale, niente riciclati. Chi ha toccato una poltrona negli ultimi due anni e mezzo è scomunicato.

A peggiorare il clima, arriva anche la mossa teatrale dell’assessora alla Cultura Elisabetta Froncillo: dimissioni protocollate e subito postate sui social — manco fosse un unboxing. Parla di “nuove energie”, ma sembra più un “ciao core” al sindaco.

L’opposizione gode, assaggia il sangue e affonda i denti: la consigliera Lina Tartaglione, ex candidata sindaco, parla di “trasformismo” e di “tradimento del voto del 2023”.
Insomma: ci avevano visto lungo.

Trombetta, in un intervento più da confessionale che da aula consiliare, ammette:
«La maggioranza non c’è più» (eh sì).
Aggiunge che, se non si ricompone un equilibrio, si dimette. Tradotto: o mi salvate o arriva il commissario.

Rivendica pure i risultati: scuole, infrastrutture, parcheggi, Velodromo… ma poi spara la stilettata: “Qualcuno fa pagare all’amministrazione un insuccesso elettorale che non riguarda Marcianise.”
Frecciatina livello olimpico.

Lunedì partirà il tavolo politico, ma una cosa è certa: l’azzeramento della giunta non è l’inizio del dialogo… è l’inizio della guerra. Marcianise entra ufficialmente nella sua nuova stagione: “Game of Poltrone – Crisi

 
   
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