CASERTA – P.co Cerasola- Doveva essere un nuovo polmone verde e uno spazio di gioco sicuro per i bambini del quartiere. Oggi, invece, è solo un cantiere fermo che alimenta degrado, rabbia e malumori tra i residenti. È questo il destino dell’area verde di via Rossini, nel cuore del Parco Cerasole: i lavori di riqualificazione, avviati con grande enfasi il 6 marzo 2024 nell’ambito dei progetti PNRR, si sono arenati dopo pochissimo, lasciando dietro di sé solo promesse e transenne.
Le recinzioni e i cartelli mostrano un rendering che parla di futuro: nuovi spazi verdi, sei alberi da piantare, un manto erboso curato, un impianto di irrigazione completamente rinnovato. E ancora: una fontana, sei giostre con pavimentazione antitrauma per la sicurezza dei bambini, nuovi pali per l’illuminazione, un sistema di vigilanza più efficace e sette cestini gettacarte.
Ma dietro le barriere non c’è nulla di tutto questo. Nessuna riqualificazione, nessun progresso. L’area è stata abbandonata all’incuria: erbacce ovunque, insetti e roditori che proliferano con il caldo estivo, nonostante i ciclici interventi di sanificazione. Una presenza che allarma i residenti, costretti a convivere con disagi e degrado proprio in quello che dovrebbe essere il principale luogo di aggregazione del quartiere.
E mentre nel progetto sono previsti sette nuovi cestini gettacarte, qui ce ne sono già tre: un’abbondanza che stona con la cronica carenza di contenitori nel centro e nelle periferie della città, dove i rifiuti troppo spesso restano a terra.
Un intervento nato per migliorare la qualità della vita rischia così di trasformarsi nell’ennesimo simbolo di immobilismo amministrativo e disattenzione verso le reali esigenze dei cittadini.















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