CASERTA – Correva l’estate 2021, cantiere bollente e sicurezza “coordinata” dagli imprenditori Del Prete di Marcianise, quelli della Kareko. Ed è qui che sbuca, come un fulmine a ciel sereno, il promettente ingegnere Daniele De Caprio: classe 1992, nato a Capua, residente a Cancello ed Arnone, un perfetto sconosciuto che però – magia delle amministrazioni locali – ottiene incarichi come fossero noccioline.
Da qualche ora, De Caprio è ufficialmente indagato nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sugli incarichi ricevuti dal comune di Castel Volturno, incarichi che secondo l’accusa sarebbero arrivati “previo illecito compenso” e con la spintarella del sindaco Pasquale Marrandino, anche lui finito nel registro degli indagati.
Ma torniamo a Caserta. Quando il nome di De Caprio ci veniva segnalato e, ci caddero gli occhi: un under 30, praticamente senza curriculum pubblico, premiato nientemeno che dal ‘maestro’ Franco Biondi, il super-dirigente del Comune di Caserta poi passato attraverso arresti, scarcerazioni, sospensioni e processi come in una giostra giudiziaria continua.
A stupirci, più del giovane ingegnere, fu l’ennesimo atto amministrativo partorito alla casertana: zero trasparenza, zero dettagli, neppure la cifra dell’incarico. Tutto avvolto nel solito fumo.
Era il periodo che precedeva la campagna elettorale per la riconferma del sindaco Carlo Marino — e sappiamo tutti com’è finita: amministrazione sciolta per condizionamento criminale. Un copione già visto, ma ogni volta più clamoroso.















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