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I dipendenti “promossi” al comune di CASERTA- Anche chi è sotto processo per corruzione

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CASERTA – A Palazzo Castropignano è andata in scena la grande tombolata di fine anno: tra pandori, brindisi e firme last minute, il Comune di Caserta ha chiuso il 2025 con la rituale lotteria delle progressioni interne, 22 poltroncine da distribuire rigorosamente in famiglia. Atto dirigenziale datato 31 dicembre – perché il miracolo amministrativo riesce sempre allo scoccare della mezzanotte – e via libera ai verbali delle commissioni: promossi e bocciati, senza VAR.

Le selezioni, ovviamente riservate agli “eletti” già in servizio (porte blindate, cittadini alla finestra), erano state bandite a gennaio nell’ambito del sacro Piano triennale dei fabbisogni, quel libro dei sogni che a Caserta si legge come un romanzo fantasy. Titoli, colloquio e tanta fiducia nel destino per Istruttori e Funzionari di ogni specie e colore. Unica eccezione: il Funzionario di Vigilanza, ancora in cottura a fuoco lento.

Su 70 domande, alla fine qualcuno doveva pur vincere. E così, per Istruttore Amministrativo, passano il turno Maria Paola Natale, Luigi Fusco, Margherita Pagano, Irene Rossetti, Romolo Gentile e Giovanni Tamburrino. Per gli Istruttori Tecnici, invece, ecco Stefania Lupi, Salvatore Mezzone, Michele Amato, Luigi Fusco (bis!) e Giovanni Tamburrino (bis pure lui: chi vince raddoppia).

Capitolo Funzionari: promozione per Alfredo Mingione, Nadia Corrado e Gianfranco Cianci sul fronte tecnico; Rosalba Coppola e Biagio Costa su quello amministrativo. Applausi, foto di rito e arrivederci al prossimo concorso.

Ma il vero colpo di scena dagospiano arriva con il nome di Michele Amato, geometra comunale, promosso sì… ma con riserva. Traduzione: tieni il posto caldo, poi vediamo. Il motivo? Un piccolo dettaglio giudiziario: Amato è imputato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere in un processo così leggero che la Procura aveva chiesto addirittura il carcere (richiesta respinta, per ora).

In servizio all’Urbanistica e Lavori Pubblici, Amato è accusato di far parte di una presunta cupola del verde pubblico, una comitiva allegra di dipendenti comunali di Caserta e San Nicola la Strada che – secondo l’accusa – tra il 2019 e il 2021 avrebbe potato gli appalti a proprio piacimento. Nel gruppo spunta anche l’ex super-dirigente Franco Biondi, dominus degli appalti più chiacchierati, sospeso dal Ministero e comparsa fissa nello scioglimento per infiltrazioni criminali.

Secondo i pm, il meccanismo era semplice come una partita a carte segnate: bandi cuciti su misura, inviti selezionati, ditte già scelte prima ancora di giocare. Il tutto condito da irregolarità procedurali degne di un manuale di “come NON fare una gara pubblica”.

Morale della favola? A Caserta si sale di grado, anche con il processo in corso, purché “con riserva”. Perché la carriera è una cosa seria… ma non abbastanza da rovinare il clima delle feste.

 
   
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