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Crans-Montana, la libertà su cauzione e il peso insopportabile dell’ingiustizia

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La scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation, riporta brutalmente al centro una domanda che nessuna procedura riesce a silenziare: quanto vale una vita umana?

Moretti oggi si trova nella sua villa di Lens, a pochi chilometri da Crans-Montana. È libero dopo il pagamento di una cauzione versata da un “caro amico”, mentre le famiglie delle vittime del rogo di Capodanno restano intrappolate in un dolore che non conosce sospensioni né benefici di legge. Quaranta morti, decine di feriti, esistenze spezzate per sempre: a fronte di tutto questo, l’immagine di un uomo che rientra a casa è uno schiaffo morale difficile da accettare.

Le autorità svizzere si trincerano dietro la correttezza formale. La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, precisa di non aver deciso lei la scarcerazione, attribuendola al Tribunale delle misure coercitive. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, richiama con fermezza la separazione dei poteri e invita la politica a non interferire con la giustizia. Tutto giuridicamente impeccabile. Ma umanamente?

Il diritto può permettersi di ignorare l’effetto devastante delle proprie decisioni sulla percezione collettiva di giustizia? Può accettare che, agli occhi delle vittime, la libertà su cauzione assuma il significato di un prezzo pagato per tornare a vivere normalmente, mentre altri non torneranno mai più a casa?

Non si tratta di sovrapporre sistemi giuridici, né di alimentare tensioni tra Stati. Si tratta di riconoscere che la legalità senza empatia rischia di diventare disumana. Le famiglie dei morti e dei feriti parlano di frustrazione, di rabbia, di una ferita che si riapre ogni volta che vedono normalità là dove dovrebbe esserci almeno il peso della responsabilità.

Nessuno chiede condanne anticipate. Ma la giustizia non è fatta solo di atti processuali: è anche messaggio, simbolo, rispetto. E oggi il messaggio che passa è pericoloso e doloroso: che con i mezzi giusti si può attendere l’esito di una tragedia dal comfort di una villa.

Forse la legge sarà stata applicata correttamente.
Ma la giustizia, quella che parla alle coscienze, oggi appare lontana.

 
   
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