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Guerriero è in corsa, altri vorrebbero partecipare, ma il loro profilo è ormai “carta conosciuta”

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Al 1° febbraio 2026, l’unico candidato sindaco ufficialmente in campo è Guerriero. Degli altri, al momento, si registrano soltanto voci, ipotesi e manovre sotterranee. Un quadro ancora fluido, ma già fortemente condizionato dall’esito del voto regionale, che di fatto ha funzionato come una sorta di primarie informali per misurare pesi, ambizioni e rapporti di forza.

La lista Fico Presidente ha raccolto in città il 12,56%, pari a 3.418 voti, confermando una presenza significativa dell’area progressista. Spiccano i risultati di Francesco Apperti (1.986 preferenze) e Virginia Crovella (1.814), nomi ormai centrali nel dibattito del centrosinistra cittadino. Il risultato di Carmela Mucherino, con 915 voti per il Movimento 5 Stelle, apre invece alla possibilità di un esordio pentastellato con una lista autonoma alle prossime comunali. Un segnale chiaro, accompagnato da una rivendicazione esplicita: «Siamo pronti a guidare, non solo a sostenere».

Nel campo civico-moderato, Annamaria Sadutto, già assessora e consuocera dell’ex sindaco Marino, non nasconde le proprie ambizioni da candidata sindaca. Con 1.108 voti nella lista A Testa Alta, Sadutto viene considerata una figura capace di dialogare sia con il Pd sia con il mondo civico. Insieme a lei, tra i nomi più caldi c’è Raffaele Giovine, leader di Caserta Decide, forte di un profilo giovane e dinamico, ma non privo di possibili resistenze negli ambienti più centristi.

Sul fronte opposto, il dato politico più rilevante è il risultato del centrodestra: Cirielli sotto il 40% in città, un dato peggiore rispetto alla media provinciale, che incrina la narrazione di una Caserta ormai stanca del centrosinistra. Eppure, non mancano segnali di vitalità. Maurizio Del Rosso (Lega, 1.554 voti), Giuseppe Tamburro (492) e Maria Orlando (666), nonostante un cambio di lista all’ultimo momento, hanno tenuto con la civica Cirielli Presidente, sostenuti apertamente da Guerriero attraverso la civica aperta  Caserta Kest’è, che ritiene che i partiti hanno fallito e, già di fatto in campagna elettorale per la sindacatura.

Nel centrodestra si muovono anche Pasquale Napoletano (FdI), che non nasconde ambizioni personali, e Gennaro Iannotti, ex consigliere comunale con Petteruti ed ex assessore a Maddaloni, impegnato in un lavoro più defilato ma costante.

Lo scioglimento del Consiglio comunale ha accelerato ogni dinamica: senza quell’atto si sarebbe votato comunque nel 2027, ma ora le manovre sono partite con largo anticipo. I tavoli ufficiali sono ancora lontani, ma gli intrecci politici sono già evidenti. A sinistra, Sadutto potrebbe attrarre l’area moderata, mentre Apperti, Giovine e Crovella intercettano il campo progressista. A destra, il nodo resta l’unità tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia e la scelta di un candidato capace di rappresentare tutte le anime della coalizione.

Il voto regionale indica un centrosinistra in vantaggio, ma le comunali restano una partita diversa visti i risultati ultimi: a vincere sarà chi riuscirà a unire mondi, sigle e sensibilità. Caserta osserva. Intanto Caserta Kest’è, senza ombre e senza ambiguità, continua a guadagnare consenso. La stampa resta in attesa di altri nomi ufficiali, oltre a quello di Guerriero sindaco.

 
   
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