CASERTA – Notte movimentata nel Parco Luserta, dove ignoti aspiranti Arsenio Lupin in saldo notturno hanno pensato bene di fare un salto a casa di Antonio Luserta, noto imprenditore, evidentemente convinti che fosse la notte giusta. Spoiler: non lo era.
I ladri si sono introdotti nell’abitazione mentre Luserta dormiva insieme al figlio, scatenando una sequenza degna di un B-movie tra thriller domestico e tecnologia d’allarme. A rompere il silenzio ci ha pensato Bor, che non ha abbaiato ma quasi: intimazioni sonore, segnalazioni automatiche e avvisi degni di una centrale Nato hanno messo subito in chiaro che la festa era finita prima ancora di cominciare.
Nel frattempo, padre e figlio hanno optato per la linea “meglio pronti che derubati”: barricati nelle rispettive camere, con i fucili da caccia regolarmente detenuti pronti solo come extrema ratio. Niente Rambo, ma nemmeno tordomei.
Il colpo di scena arriva però dal condominio: i richiami acustici di Bor svegliano anche gli altri residenti del parco Luserta, trasformando il tentato furto in un evento collettivo. A quel punto, i ladri – fiutata l’aria poco favorevole – scelgono la tattica più saggia: ritirata strategica.
Risultato finale: nessun ferito, nessun colpo messo a segno, solo tanta paura e una certezza. A Caserta, tra antifurti iperattivi, condomini insonni e imprenditori tutt’altro che distratti, rubare non è più un mestiere per dilettanti. E neanche per professionisti distratti.













Lascia un commento