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Comune annulla il bando gestione aree verdi dopo la protesta delle associazioni

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CASERTA – Dopo le proteste, arriva il classico dietrofront con formula burocratica incorporata. Il regolamento per l’affidamento delle aree verdi “senza finalità di lucro” fa una rapida inversione a U: il dirigente Luigi Vitelli annulla l’avviso pubblico per la presenza di non meglio precisati ma sempre utilissimi “errori materiali che incidono sulla correttezza e completezza dell’atto amministrativo”. Traduzione dal vitellese: qualcosa non tornava, meglio fermarsi.

Il passo indietro arriva dopo che associazioni e comitati civici avevano iniziato a storcere il naso – e non poco – davanti a un bando che sembrava scritto più per complicare la vita che per valorizzare il verde urbano. Nell’elenco delle aree messe a bando comparivano infatti beni già regolati da patti di collaborazione, come se nulla fosse.

Dentro il calderone finivano Villa Giaquinto, la villetta di via Arno, la Villa Santa Maria delle Beatitudini al Parco degli Aranci, la villetta Salvo D’Acquisto al Rione Tescione, ma anche chicche surreali come la villetta di San Clemente, attualmente chiusa, inagibile e per giunta di proprietà dell’Istituto diocesano di Sostentamento del Clero. Non mancavano neppure spazi dell’Acer, tanto per non farsi mancare nulla.

Ma il vero colpo di genio stava nelle condizioni: alle associazioni veniva chiesto di partecipare mettendo sul tavolo una cauzione di 20 euro al metro quadrato. Verde pubblico sì, ma con anticipo. Altro che volontariato: qui sembrava un affitto con caparra, più che un affidamento civico.

Secondo i firmatari della nota di protesta, il bando non solo avrebbe penalizzato associazioni e comitati, ma avrebbe anche fatto finta di nulla rispetto al Regolamento dei Beni Comuni, ignorando anni di lavoro di chi ha sottratto spazi all’abbandono restituendoli alla città come luoghi di socialità, cultura e partecipazione.

Risultato finale: bando annullato, Comune in retromarcia e associazioni che, per ora, tirano un sospiro di sollievo. In attesa del prossimo avviso pubblico, possibilmente corretto, completo e magari anche leggibile. A Caserta, il verde è pubblico. I pasticci pure.

 
   
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