Archiviato il via libera al “listone unitario” delle Provinciali, parte ufficialmente il mercatino dei nomi. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati si guardano in cagnesco e iniziano a far circolare i profili più appetibili: Rosa Di Maio, Steve Stellato, Errico Scala e Andrea Stanga per FdI; in Lega, l’uscente Coronella trema mentre prende quota il sindaco di Vitulazio Antonio Scialdone; Forza Italia schiera il sindaco di Arienzo Giuseppe Guida, più Andrea De Filippo e Angelo Campolattano da Maddaloni… insomma, un tetris di nomi da piazzare nei posti giusti.
Dietro l’apparente compattezza, però, si muove la vera partita: chi prende i voti e chi resta a mani vuote. Le liste civiche, le quote dei partiti, gli uffici elettorali appena istituiti da Colombiano: tutto serve a garantire il controllo dei seggi e a massimizzare il consenso interno.
E non finisce qui. Il listone provinciale non è che un pretesto per guardare già alle Comunali, da Marcianise a Caserta, perché qui la politica è un domino: ogni tassello conta, ogni candidatura pesa, e gli intrighi dei partiti locali si intrecciano con ambizioni personali e strategie da campagna elettorale lunga un anno.
Morale? Tutto sembra compatto e unito, ma dietro le quinte ognuno punta al proprio tornaconto. Luci accese sul listone, ombre lunghe sulle poltrone.















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