ARTE, CAFFÈ E ASSANGE: MANETAS SBARCA A CASERTA (CON LA REGGIA SULLO SFONDO)
Altro che movida: domani a Caserta arriva Miltos Manetas, artista multimediale di fama mondiale (Atene, 1964), uno che nel curriculum mette Gagosian, Pompidou, Maxxi e poi prosegue con un “eccetera” che pesa come un mattone d’oro. Ospite di Giacomo Serao nell’omonimo bar, con la Reggia alle spalle e il caffè davanti, Manetas porta in città il suo mondo nomade tra Grecia, Italia, Stati Uniti e Colombia. E sì, dettaglio non trascurabile: è anche un amico.
Inventore della Neen Art (l’arte dell’“adesso”, dell’istante presente), Manetas ha un avamposto stabile nella galleria di Matteo Boetti a Todi, da cui sta orchestrando una delle performance più radicali e silenziose degli ultimi anni: un ritratto di Julian Assange per ogni giorno di carcere. Li dipinge, li regala, li dissemina. Non cerca la somiglianza, cerca la memoria. Solidarietà a colpi di pennello, altro che hashtag.
Non si definisce attivista, ma cittadino sì. Dice di aver iniziato quasi per invidia, vedendo Varoufakis e Vivienne Westwood in piazza per Assange, mentre lui se ne stava beato a Bogotá. E allora fa ciò che sa fare: dipinge. Ogni giorno. Senza sapere quando finirà. Forse mai. Un “lavoro forzato” contro l’oblio dello Stato delle Cose.
Sull’impegno dell’artista non fa sconti: l’artista è per natura conformista, perché produce valore e vive di privilegi. L’unica vera rivoluzione possibile? Sabotare se stessi, ogni tanto. Guardarsi allo specchio e tradirsi. Quanto all’intelligenza artificiale, Manetas liquida il futuro con una parola sola, greca e definitiva: NEEN. Adesso. Sempre adesso.
Domani al bar Serao non arriva solo un artista. Arriva un’idea di arte che non chiede permesso, beve un caffè e guarda la Reggia senza inginocchiarsi.















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