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CASERTA, TAR E DESTINI INCROCIATI: MARINO SOGNA IL COLPO DI SCENA

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Ragionamento semplice, anche per chi non mastica diritto amministrativo a colazione.

Il 25 febbraio (salvo rinvii, perché in Italia i rinvii sono sport nazionale), il TAR dovrà pronunciarsi sul ricorso dell’ex maggioranza e dell’ex sindaco Marino contro lo scioglimento del Comune per infiltrazioni, deciso dal Governo.

E qui viene il bello lo stupefacente….

Marino & Co. non solo non sembrano preoccupati: sono ottimisti. Anzi, gasati. Perché? Due motivi, dicono dalle loro parti.

Primo: il Ministero non avrebbe depositato tutti gli incartamenti nei tempi previsti. E nel diritto amministrativo i tempi non sono un dettaglio, sono sostanza.

Secondo – più politico che tecnico – il clima di tensione tra Governo e magistratura, anche sul fronte riforme e referendum giustizia. Se lo scioglimento venisse annullato, per l’Esecutivo sarebbe una figuraccia istituzionale mica da poco. E pure per quel pezzo di centrodestra che aveva tifato convintamente per il commissariamento.

È su questo scenario che puntano Marino e i suoi.

Se il TAR dovesse ribaltare tutto? Altro che comunicato sobrio: sarebbe un festone. Non solo per l’ex sindaco e la sua maggioranza, ma per tutto il cerchio magico che in questi mesi ha digerito a fatica l’onta dello scioglimento.

Anche nel centrodestra c’è chi tifa per Marino, per sedersi nuovamente in consiglio comunale.

Ma che cosa ne è dell’etica della politica? Finita nel dimenticatoio davanti al dio ‘Gettone’ che consente a questi scappati di casa di sopravvivere ad una vita di ristrettezze e austerità.

Troppo pessimisti? Scommettiamo fin da ora che se il 25 febbraio il Tar rimetterà a cavallo Marino non si troveranno neanche a pagarli 17 consiglieri pronti a dimettersi per porre fine ad una amministrazione che non sarà camorristica ma è stata senza dubbio la peggiore mai vista a Caserta.

E per la festa eventuale già possiamo immaginare il grande cerimoniere – “El Vecio” – pronto a stappare metaforicamente (o forse no) la bottiglia del riscatto politico e far dare il ‘five’ a qualche suo dipendente come già accadde

Per ora, però, resta una data cerchiata in rosso: 25 febbraio.
Il resto è attesa. E retroscena.

 
   
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