La sentenza del TAR del Lazio sul ricorso presentato dall’ex sindaco Carlo Marino contro lo scioglimento del Consiglio comunale di Caserta è attesa a breve, con una possibile decisione entro il 25 marzo. Un passaggio delicato, perché riguarda il provvedimento con cui il governo ha disposto lo scioglimento dell’ente per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione.
Nel corso dell’udienza del 25 febbraio, la difesa di Marino ha depositato una memoria articolata con cui ha contestato punto per punto le conclusioni della relazione prefettizia alla base dello scioglimento. A fare discutere è stata invece la scelta dell’Avvocatura dello Stato di non presentare ulteriori memorie difensive nei termini previsti. Una circostanza che, negli ambienti giuridici e politici, ha alimentato diverse interpretazioni: per alcuni un semplice atto di cautela processuale, per altri un possibile segnale di debolezza nella posizione del Ministero. Resta tuttavia un elemento che non incide automaticamente sull’esito del giudizio, dal momento che i magistrati amministrativi valuteranno l’intero fascicolo in piena autonomia.
L’esito del ricorso potrebbe avere effetti rilevanti. In caso di accoglimento, l’amministrazione guidata da Marino potrebbe essere reintegrata; un eventuale rigetto confermerebbe invece la gestione commissariale attualmente in corso.
Nel frattempo, tra i sostenitori dell’ex sindaco si registra un cauto ottimismo, mentre sul fronte opposto prevale una linea di prudente silenzio. A Caserta il clima resta sospeso: la decisione del TAR è attesa come uno snodo decisivo per la stabilità istituzionale e per il futuro politico della città.
I Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) sono organi della giustizia amministrativa competenti a giudicare sui ricorsi presentati da cittadini o enti contro atti della pubblica amministrazione quando si ritiene che siano stati lesi interessi legittimi.














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