A Grazzanise succede un miracolo tutto campano: un aeroporto dato per eterno incompiuto torna improvvisamente strategico. Dopo anni di promesse, rinvii, studi, convegni e rendering impolverati, il nuovo Piano nazionale degli aeroporti rispolvera lo scalo casertano e gli assegna finalmente una funzione civile e commerciale.
E subito parte la corsa al merito politico.
Il deputato leghista Gianpiero Zinzi rivendica il risultato come una vittoria personale e di partito: “Come abbiamo sempre auspicato, la centralità dello scalo di Grazzanise è stata riconosciuta nel nuovo piano nazionale degli aeroporti”. Tradotto: dopo anni di discussioni, Roma ha deciso che Grazzanise può tornare utile, soprattutto per alleggerire Capodichino e reggere l’onda lunga dei flussi turistici e dell’America’s Cup.
Zinzi parla di “uso duale” civile e militare, ricorda il via libera del Ministero della Difesa e ringrazia Matteo Salvini, descritto come il ministro che “più di chiunque altro” starebbe portando risultati al Sud.
Il copione è quello classico: sviluppo, occupazione, crescita, rilancio infrastrutturale. Parole che a Grazzanise i cittadini sentono da almeno vent’anni.
Perché il punto vero resta sempre lo stesso: quanti annunci sono già passati sulla pista dell’aeroporto senza mai decollare davvero?
Lo scalo casertano è infatti uno di quei progetti che ciclicamente tornano di moda ogni volta che serve parlare di sviluppo del Mezzogiorno. Poi però arrivano i problemi burocratici, i costi, gli equilibri politici, i rapporti con Capodichino e tutto si arena.
Adesso invece il progetto rientra ufficialmente nel piano nazionale. E allora la politica torna a sognare voli, investimenti e turismo internazionale.
Sulla vicenda interviene anche il candidato sindaco Ciro Guerriero, che prova a riportare il dibattito con i piedi per terra:
“Il riconoscimento della funzione civile e commerciale dello scalo di Grazzanise può rappresentare una grande opportunità per il territorio casertano, ma adesso servono tempi certi, trasparenza e investimenti concreti. I cittadini sono stanchi degli annunci. Se davvero questo progetto deve diventare il motore di sviluppo della provincia, bisogna garantire infrastrutture collegate, occupazione reale e un piano chiaro che coinvolga il territorio e le comunità locali. Caserta non può permettersi un’altra incompiuta mascherata da rilancio.”














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