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CASERTA, “SEI MESI DOPO”: ROMA NON SI FIDA ANCORA. COMANDANO ANCORA I COMMISSARI

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Era nell’aria. Anzi, per qualcuno era già scritta. Il Consiglio dei ministri ha messo il timbro: il Comune di Caserta resta commissariato altri sei mesi. Tradotto? Le urne possono aspettare, la triade commissariale no. La prefetta Antonella Scolamiero, con Daniela Caruso ed Emilio Saverio Buda, continuerà a governare Palazzo Castropignano fino alla primavera 2027, con una missione che somiglia più a un cantiere di restauro che a una normale amministrazione: bonificare l’Ente dai condizionamenti della criminalità organizzata e scongiurare persino lo spettro del terzo dissesto finanziario.

Insomma, se Roma concede altri sei mesi significa che, evidentemente, il paziente non è ancora fuori pericolo.

E come da copione, la proroga scatena il festival delle dichiarazioni. Tutti guardano al futuro. Del passato, invece, nessuno sembra voler rivendicare la paternità.

il primo candidato Ciro Guerriero, tramite il coordinatore Vincenzo Porfidia , sostiene che i commissari hanno  ancora molto da fare per rimediare ai danni lasciati in eredità. Si vedono non curanti nelle frazioni, la malapolitica con il malaffare a braccetto e lanciano appelli sui media, ancora vecchi amministratori complici di una disfatta e di un marchio indelebile

 Anche il centrosinistra si prepara, promettendo rinnovamento, discontinuità e nuovi volti. Una parola che, a ogni tornata elettorale, torna puntuale come il cambio dell’ora.

Morale della favola? Caserta resta sospesa tra commissari, programmi ancora da scrivere e coalizioni che promettono il “nuovo già s visto” mentre cercano di riorganizzare il “vecchio sistema”. Sei mesi in più per tutti: per chi governa senza essere eletto, per chi sogna Palazzo Castropignano e per chi continua a spiegare come amministrerà una città che, per ora, resta nelle mani dello Stato.

L’unica certezza è che il conto alla rovescia verso le Comunali del 2027 è iniziato. Ma, come spesso accade a Caserta, prima delle urne arriveranno ancora trattative, veti incrociati, tavoli, retroscena e qualche inevitabile resa dei conti politica.

 
   
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