Newsletter

Resta aggiornato su tutte le ultime news, gli eventi e le attività di Caserta Kest'è

Ultimi articoli

, ,

COMMISSARI FOREVER: ALTRI SEI MESI A PALAZZO CASTROPIGNANO.

Avatar Redazione
Home > Cronaca > COMMISSARI FOREVER: ALTRI SEI MESI A PALAZZO CASTROPIGNANO.

 IL DOSSIER SULLA “LEGALITÀ” NON È ANCORA CHIUSO

Sei mesi non bastavano. E allora avanti con il commissariamento.
A Caserta la gestione straordinaria del Comune continuerà ancora per un altro semestre. La proroga era stata comunicata a luglio, ma adesso arrivano le motivazioni che spiegano perché il Viminale abbia deciso di tenere ancora congelato il Consiglio comunale.

La richiesta porta la firma del prefetto di Caserta, che il 16 giugno 2026 ha trasmesso al Ministero dell’Interno una relazione nella quale mette nero su bianco un concetto tutt’altro che rassicurante: il percorso di riorganizzazione dell’ente e di ripristino della legalità ha fatto passi avanti, ma non è ancora concluso.

Tradotto dal burocratese: la casa è ancora in ristrutturazione. E prima di riconsegnare le chiavi bisogna controllare parecchie stanze.

La valutazione è stata condivisa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito nella stessa giornata con la partecipazione anche dei procuratori aggiunti della DDA di Napoli e della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

E qui arriva il passaggio politicamente più pesante: secondo quanto riportato nella relazione, il contesto territoriale resta esposto a possibili condizionamenti esterni.

Non esattamente la fotografia di un Comune pronto a tornare alla normale amministrazione.

IL CONTO DELLA SERVA? 288 MILIONI DI EURO

La commissione straordinaria ha passato al setaccio lavori pubblici, patrimonio, personale, servizi finanziari e politiche sociali.

Ma il capitolo più indigesto resta quello dei conti.

Dopo i dissesti del 2011 e del 2018, la Corte dei conti, esaminando i rendiconti dal 2018 al 2024, ha evidenziato irregolarità contabili e finanziarie potenzialmente capaci di mettere a rischio gli equilibri di bilancio.

E poi c’è quel numeretto che fa venire il mal di testa: oltre 288 milioni di euro di esposizione debitoria presunta.

Presunta, attenzione. Perché la quantificazione definitiva è ancora in corso.

Insomma, mentre la politica aspetta di tornare in campo, i commissari continuano a scavare nei conti.

E a quanto pare il fondo non è ancora stato trovato.

PATRIMONIO, CONCESSIONI E PROJECT FINANCING: CHI HA FATTO L’AFFARE?

Altro capitolo, altro dolente.

Concessioni del patrimonio comunale, canoni non adeguati, controlli sull’abusivismo edilizio e una serie di project financing finiti sotto la lente della commissione.

Il sospetto evidenziato nelle verifiche è quello di rapporti sbilanciati a favore dei privati, con un conseguente drenaggio di risorse pubbliche.

La commissione ha quindi avviato una ricognizione di contratti, concessioni e accordi per capire se siano ancora realmente convenienti per il Comune.

In altre parole: prima di firmare nuovi assegni, qualcuno ha finalmente deciso di rileggere quelli vecchi.

Sono stati aggiornati anche gli inventari dei beni comunali e avviata la revisione dei canoni per riportarli, dove necessario, verso valori di mercato.

I PROJECT FINANCING? DA RILEGGERE CON LA CALCOLATRICE

Sotto esame anche i project financing relativi alla pubblica illuminazione e alla mobilità cittadina.

E non solo.

C’è anche la partita relativa alla riqualificazione e gestione di un impianto sportivo dal valore economico di circa 51 milioni di euro.

Qui la commissione ha istituito un collegio con poteri ispettivi per verificare le incongruenze riscontrate nella procedura di appalto.

Insomma, altro che semplice ordinaria amministrazione.

A Caserta il commissario non deve soltanto amministrare: deve fare l’archeologo.

RIFIUTI, PARCHEGGI E ACQUA: ALTRO GIRO, ALTRO DOSSIER

Nel mirino sono finiti anche riscossione delle entrate, servizio idrico integrato, rifiuti e parcheggi.

Proprio su questi settori, durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, i rappresentanti della magistratura avrebbero sottolineato la necessità di consolidare quanto già fatto e completare le azioni correttive.

E intanto prosegue anche la ricognizione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

L’obiettivo ufficiale è restituirli alla collettività attraverso progetti sociali ed economici.

Un capitolo delicatissimo, perché lì la partita non è soltanto amministrativa: è una questione di credibilità dello Stato.

PERSONALE RIDOTTO ALL’OSSO

Poi c’è la macchina comunale.

E qui la fotografia è impietosa: l’organico sarebbe ridotto a circa un terzo della dotazione necessaria, con buchi soprattutto nei ruoli apicali e nella Polizia municipale.

La commissione ha riorganizzato la struttura burocratica, creato due nuovi settori tecnici e assunto un dirigente anche per smaltire l’arretrato edilizio e urbanistico.

Nel fabbisogno 2025-2027 sono state previste 14 nuove assunzioni.

Ma il problema resta: puoi avere milioni di euro da spendere, ma se non hai gli uomini per progettare, controllare, appaltare e rendicontare, quei milioni rischiano di rimanere sulla carta.

NOVECENTO MILIONI DI OPERE. E LA DOMANDA È UNA SOLA: CHI LE GESTIRÀ?

Il Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 vale circa 900 milioni di euro.

Una montagna di soldi.

E proprio per questo la gestione diventa ancora più delicata.

Perché il tema non è soltanto trovare i finanziamenti.

Il tema è come vengono assegnati, controllati e spesi.

La proroga dei commissari arriva quindi anche dentro questa gigantesca partita economica.

E ALLA FINE ARRIVA LA FRASE CHE PESA PIÙ DI TUTTE

La motivazione politica e istituzionale della proroga si concentra tutta in una frase: “il contesto territoriale resta esposto a possibili condizionamenti esterni”.

E un’altra espressione contenuta nella relazione prefettizia chiarisce il senso dell’operazione: consentire alla commissione di consolidare i risultati raggiunti, completare le azioni correttive e scongiurare possibili forme di condizionamento o ostruzionismo.

Dunque il problema non sarebbe soltanto chiudere qualche pratica arretrata.

Il problema è rimettere in piedi un Comune che, secondo quanto emerso dalle verifiche, avrebbe ancora bisogno di essere protetto e riorganizzato prima di tornare completamente alla politica.

SEI MESI IN PIÙ. E POI?

Ed eccoci al punto politico.

Il commissariamento continuerà ancora per sei mesi.

Nel frattempo la commissione dovrà mettere ordine nei conti, rivedere contratti e concessioni, valorizzare il patrimonio, recuperare entrate, riorganizzare il personale, intervenire sui servizi, seguire i lavori pubblici e consolidare le misure di legalità.

Poi, presumibilmente, arriverà il momento di restituire Palazzo Castropignano alla politica.

Ma con quale Comune?

Con quali conti?

Con quali contratti?

Con quale macchina amministrativa?

E soprattutto: con quali garanzie affinché tutto quello che la commissione sta cercando di correggere non torni semplicemente al punto di partenza?

Questa è la vera domanda che la proroga lascia sul tavolo.

Perché sei mesi passano in fretta.

E a Caserta, evidentemente, di lavoro da fare ce n’è ancora parecchio.

 
   
Avatar Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caserta Kest’è

Caserta Kest’è

Giornale online con tematiche di politica, attualità e sport di Caserta e provincia

Cerca
Categorie