A Caserta siamo alle solite.
La città deve ancora scegliere il prossimo sindaco, ma sul Macrico qualcuno sembra avere già apparecchiato il tavolo, scelto il menù e persino deciso cosa servire.
Il segretario della Fondazione Casa Fratelli Tutti, Elpidio Pota, ha infatti illustrato una prospettiva molto precisa per l’ex area militare: parco pubblico, centro sociale e culturale, attività ed eventi. Il progetto ufficiale del Campo Laudato si’ parla di una trasformazione dell’area in una grande infrastruttura verde con servizi sociali, culturali e di innovazione.
Tutto molto bello.
Talmente bello che viene spontaneo farsi una domanda piuttosto banale:
E IL COMUNE DI CASERTA?
Perché il Macrico non è un’aiuola condominiale.
Sono 33 ettari nel cuore della città, a circa un chilometro dalla Reggia. Un pezzo di Caserta talmente strategico che decidere cosa farne significa, inevitabilmente, decidere anche una parte del futuro urbanistico della città.
E allora sarebbe interessante capire chi decide cosa, quando e con quale procedura.
Perché un conto è presentare un masterplan.
Un altro è trasformarlo in una decisione urbanistica, amministrativa e finanziaria.
La stessa documentazione della Fondazione dimostra che l’iter con gli enti pubblici non è un dettaglio: sono stati avviati confronti con il Comune e sono stati previsti strumenti amministrativi come la conferenza di servizi.
IL PICCOLO PARTICOLARE CHE FORSE È SFUGGITO
Nel 2024 il Comune aveva già messo nero su bianco un’ipotesi precisa: 15 dei 33 ettari destinati al Parco della Biodiversità, con 30 milioni di euro di fondi FSC indicati dalla Regione; gli altri 18 ettari collegati al progetto Campo Laudato Si’.
Quindi la domanda non è:
“Macrico sì o Macrico no?”
La domanda seria è:
CHI DECIDERÀ IL MACRICO?
La Fondazione?
La Diocesi?
La Regione?
Il Comune?
Il prossimo sindaco?
Il prossimo Consiglio comunale?
Oppure tutti insieme, purché nessuno debba assumersi fino in fondo la responsabilità politica della decisione?
Perché qui sta il punto.
IL PROSSIMO SINDACO NON PUÒ TROVARSI DAVANTI AL FATTO COMPIUTO.
E non perché qualcuno debba essere escluso dal confronto.
Al contrario.
Tutti devono partecipare. Ma nessuno deve sostituirsi alle istituzioni.
E POI C’È LA PAROLA MAGICA: “RIGENERAZIONE”
Parola meravigliosa.
Nel linguaggio politico-amministrativo funziona quasi sempre: nessuno può essere contrario alla rigenerazione.
Il problema è capire che cosa si rigenera, quanto si costruisce, quanto verde rimane, quanti volumi vengono recuperati, quali funzioni vengono insediate e soprattutto chi paga.
Il masterplan presentato nel 2023 prevede oltre 40 mila metri quadrati di edifici rigenerati, all’interno di un progetto che comprende 250 mila metri quadrati di verde, dieci piazze e 756 metri di percorsi d’acqua.
Numeri importanti.
E proprio perché sono importanti, non possono essere liquidati con una brochure patinata e qualche fotografia del verde.
Caserta deve sapere tutto.
METRO QUADRO PER METRO QUADRO. EURO PER EURO.
E I 15 MILIONI?
Qui la faccenda diventa ancora più interessante.
A luglio sono circolate notizie secondo cui sarebbe sfumato un finanziamento regionale da 15 milioni destinato alla riqualificazione dell’area.
La Fondazione ha però smentito la ricostruzione, sostenendo che non ci fosse stato alcun diniego definitivo e che il confronto con la Regione fosse ancora in corso.
Bene.
Allora qualcuno faccia una cosa semplicissima:
PUBBLICHI GLI ATTI.
Non comunicati.
Non indiscrezioni.
Non “si dice”.
Atti, finanziamenti, fonti, destinazioni, procedure e cronoprogrammi.
Perché quando in ballo ci sono milioni di euro pubblici, la trasparenza non è un optional.
IL MACRICO NON È UN’AREA DA CONQUISTARE. È UNA SCELTA DA CONDIVIDERE.
E qui dovrebbe entrare in campo il futuro sindaco.
Non per fare la guerra alla Curia.
Non per fare la guerra alla Fondazione.
Non per fare la guerra alla Regione.
E nemmeno per fare il tifoso del “tutto verde” o del “tutto costruito”.
Ma per una cosa molto più semplice:
difendere l’interesse generale della città.
Il prossimo sindaco dovrà pretendere:
un progetto pubblico, trasparente, sostenibile, economicamente verificabile e urbanisticamente compatibile.
E soprattutto dovrà coinvolgere il nuovo Consiglio comunale e i cittadini prima che le scelte diventino irreversibili.
Perché il Macrico non può diventare il trofeo dell’uno o dell’altro.
**NON È DELLA POLITICA.
NON È DELLA CURIA.
NON È DELLA FONDAZIONE.
NON È DI UN PRESIDENTE DI REGIONE.**
È un’area privata, certo.
Ma il suo futuro ha un impatto pubblico e strategico enorme sulla città.
Ed è proprio per questo che Caserta non può limitarsi ad assistere dalla finestra.
**IL PROSSIMO SINDACO DOVRÀ APRIRE LA PORTA.
MA PRIMA DOVRÀ AVERE LE CHIAVI IN MANO.**
Ciro Guerriero – candidato sindaco
“Sul Macrico non accetterò fatti compiuti.
Prima vengono Caserta e i casertani.
Poi vengono i progetti.”
GUERRIERO SINDACO














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