Guerriero: «Basta aspettare che qualcuno dia fuoco a tutto. Intervenire prima che sia troppo tardi»
Una vera e propria bomba ecologica a cielo aperto rischia di esplodere da un momento all’altro.
La segnalazione arrivata alla nostra redazione documenta una situazione che non può essere ignorata: un motorino abbandonato, vecchi divani e una quantità impressionante di materiale in polistirolo, lasciati sul posto come se quell’area fosse una discarica privata.
Non si tratta soltanto di degrado urbano.
Il problema è soprattutto il rischio ambientale e di sicurezza.
Il polistirolo, in particolare, costituisce una presenza che desta preoccupazione: una quantità così consistente di materiale facilmente infiammabile, lasciata incustodita e all’aperto, potrebbe trasformarsi in pochi minuti in un pericoloso focolaio di incendio.
E qui arriva la domanda più inquietante: chi ha abbandonato tutto questo materiale e perché?
Ancora più singolare è la presenza di blocchi e imballaggi di polistirolo apparentemente riconducibili a lavorazioni o forniture specifiche. Senza fare accuse e senza anticipare conclusioni che spettano agli organi competenti, è legittimo chiedersi se qualcuno, conoscendo il settore, possa riconoscerne la provenienza.
Non è un’accusa.
È una domanda che merita una risposta.
Perché quando una montagna di rifiuti compare in un’area cittadina, il rischio è sempre lo stesso: oggi qualcuno abbandona, domani qualcun altro dà fuoco e dopodomani tutti si chiedono come sia stato possibile arrivare a quel punto.
E Caserta non può continuare a intervenire soltanto dopo l’emergenza.
Servono controlli, rimozione immediata dei rifiuti, videosorveglianza dove necessaria e soprattutto un sistema capace di individuare chi trasforma il territorio in una discarica.
NON ASPETTIAMO L’INCENDIO
La domanda, questa volta, è semplice:
Dobbiamo aspettare che qualcuno accenda un fiammifero per accorgerci della bomba ecologica?
Se quel materiale è stato abbandonato illegalmente, bisogna accertarne la provenienza e individuare i responsabili.
Se esistono elementi utili a ricostruire da dove provengano quei materiali, chi può riconoscerli parli e segnali quanto sa agli organi competenti.
Perché la tutela dell’ambiente non può essere una promessa da campagna elettorale.
È controllo del territorio. È sicurezza. È rispetto per i cittadini.
E soprattutto è una cosa molto semplice:
prima si interviene, meno si rischia di piangere dopo.
Non da oggi, Caserta Kest’è non si gira dall’altra parte














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