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LA SAGRA DEL TOTO-SINDACO MENTRE LA CITTÀ ASPETTA ANCORA IL CONTO

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Caserta è commissariata per infiltrazioni della criminalità organizzata e la gestione straordinaria è stata prorogata fino ad aprile 2027. Eppure, mentre la città aspetta risposte su dissesto, sicurezza, verde, strade, servizi sociali, lavoro, Macrico, cave e PUC, è già iniziata la corsa al prossimo sindaco.

Tutti hanno una ricetta. Quasi nessuno presenta il conto.

Sul dissesto, facciamo chiarezza: le istanze dei creditori hanno superato i 252 milioni di euro, ma le somme richieste non coincidono con il debito definitivamente ammesso. Le passività ammesse alla procedura OSL sono circa 120,7 milioni.

Numeri pesanti, da usare con precisione e non come arma elettorale.

IL CASTING È GIÀ PARTITO

Il Campo Largo tratta, il centrodestra cerca la quadra e intanto spuntano candidature civiche, autocandidature e vecchi nomi riproposti come nuove soluzioni.

C’è Iannotti, che ha lanciato il progetto civico “Progetto per Caserta”, dichiarandosi alternativo alle coalizioni tradizionali di destra e sinistra.

Civico sì, ma con sostegni politici già dichiarati: Carlo Calenda e Pina Picierno hanno pubblicamente sostenuto la candidatura, mentre la stampa locale ha accostato il progetto anche a esponenti dell’area centrista come Massimo Schiavone e Luigi Bosco ed è il legale dei Marzo

Poi c’è Adele Vairo, altro nome che torna a circolare. Già in Forza Italia e candidata alle politiche del 2013, è successivamente approdata nel centrosinistra, dove ha ricoperto un incarico assessoriale.

Nulla di illegittimo, naturalmente. Ma una domanda resta: se tutti parlano di discontinuità, quanto è davvero nuova la classe dirigente che viene proposta agli elettori?

E POI C’È GUERRIERO. SENZA SPONSOR

In questo scenario, Ciro Guerriero rivendica una differenza che, in politica, non è affatto secondaria: non ha padrini, non ha sponsor da accontentare e non deve restituire favori a nessuno.

La sua forza, dice, è proprio questa: non essere ricattabile.

Non deve un posto a qualcuno. Non deve una candidatura a qualcuno. Non deve visibilità a qualcuno.

E quindi può permettersi di dire quello che altri, magari, devono prima concordare.

Dopo aver deciso di interrompere la propria attività di promozione sul territorio per il generale Vannacci, pur restando in Futuro Nazionale, Guerriero ha ribadito una linea precisa:

prima Caserta, poi le poltrone.

E il suo messaggio è altrettanto netto:

«I galloni si conquistano sul campo».

In una città dove la politica è spesso fatta di incastri, accordi e sponsorizzazioni, la domanda diventa allora inevitabile:

chi sarà libero di governare davvero dopo il voto?

Perché essere indipendenti prima delle elezioni è una cosa.

Rimanere indipendenti dopo averle vinte è tutta un’altra storia.

IL PATTO CON I CITTADINI CHE VOGLIONO CAMBIARE

Caserta non ha bisogno dell’ennesimo libro dei sogni.

Servono programma, squadra, tempi, costi e soldi per realizzarlo.

Prima delle candidature, un patto pubblico per Caserta, con impegni verificabili e responsabilità precise.

Perché il cittadino non dovrebbe chiedere soltanto:

“Chi sarà il prossimo sindaco?”

Ma soprattutto:

“Che cosa farà, quanto costerà e a chi dovrà rendere conto?”

Guerriero una risposta la mette già sul tavolo:

a nessuno sponsor. Ai cittadini.

Prima il programma. Prima i conti. Prima Caserta.

Le poltrone vengono dopo.

Il resto è soltanto toto-sindaco.

 
   
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