Una domanda, a questo punto, ai Commissari che siedono a Castropignano è inevitabile: un turista che arriva a Caserta, guarda queste immagini e dovrebbe sentirsi invogliato a raggiungere il centro storico?
Perché mentre si moltiplicano i convegni sul turismo, l’offerta turistica, l’accoglienza, la promozione e i grandi progetti, c’è un dettaglio che rischia di sfuggire ai teorici del turismo da conferenza stampa: il turista, prima o poi, deve anche camminare per la città.
E il turismo non vive soltanto dentro la Reggia.
Vive nei marciapiedi, nelle strade, negli angoli della città, nei percorsi che dovrebbero accompagnare il visitatore dal monumento al centro storico.
Ed è proprio lì che può arrivare il conto della realtà: incuria, degrado, manutenzione che spesso sembra arrivare dopo che il problema è diventato una fotografia.
Sia chiaro: quella colonna, nel frattempo, è stata rimossa. Bene. Ma applausi a parte, la domanda resta: perché bisogna aspettare che qualcosa venga segnalato per intervenire?
Perché una città turistica non può funzionare con la logica del “prima succede, poi sistemiamo”.
La Reggia è un patrimonio straordinario. Ma il turista non visita soltanto un monumento: visita una città.
E se appena oltrepassati i cancelli cambia completamente lo scenario, allora il problema non è la promozione turistica.
È ciò che il turista trova quando la promozione finisce.
Possiamo continuare a raccontare la Caserta che vorremmo. Oppure cominciare a costruire quella che il turista dovrebbe trovare.
Perché la Reggia può attirare il visitatore.
Ma è la città che deve convincerlo a restare.














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