CASERTA – Altro che parcheggio: qui siamo al parcheggio delle disgrazie amministrative. Il Tar Campania cala l’asso e rifila al Comune di Caserta una sentenza che pesa come un SUV sul bilancio già claudicante di Palazzo Castropignano. Accolto il ricorso della Adeka Parking: la revoca del project financing dell’ex Caserma Pollio è carta straccia. E ora il conto potrebbe arrivare salato.
I giudici amministrativi hanno fatto a pezzi la determina con cui, lo scorso aprile, il Comune aveva deciso di staccare la spina all’aggiudicazione del progetto di riqualificazione e gestione dell’area destinata a parcheggio e servizi turistici. Traduzione: revoca bocciata, Comune rimandato a settembre (anzi, in tribunale).
Al centro del pasticcio, l’uscita della Sea Service dal raggruppamento vincitore, avvenuta dopo un pignoramento presso terzi e certificata con tanto di atto dell’allora segretario generale. Una mossa che per il Tar non stava né in cielo né in terra. Perché? Perché – spiegano i giudici – l’estromissione non avrebbe minimamente intaccato il piano economico-finanziario del progetto. E senza danno ai conti, niente scuse: la revoca non regge.
Risultato: ricorso accolto. Il risarcimento? Per ora no, grazie. Ma la porta resta socchiusa, come nei film horror: oggi non entra nessuno, domani chissà. Adeka potrebbe tornare alla carica in altre sedi, e a quel punto il Comune rischia di pagare non solo il parcheggio che non c’è, ma anche quello che non ha mai incassato.
Il tutto mentre, dietro le quinte, si sussurra di ben altro. Nelle stesse ore, durante una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, sarebbe circolata una parola che a Caserta fa venire l’orticaria: terzo dissesto finanziario. Sì, proprio lui. Il tris che non ti aspetti, ma che a Palazzo Castropignano sembra sempre dietro l’angolo.
A mettere il dito nella piaga ci pensa l’ex consigliere comunale Donato Aspromonte, che ricorda l’ovvio diventato rivoluzionario: cambiare un socio non significa automaticamente buttare tutto a mare, se i conti restano in piedi. E rilancia: le criticità vere – proprietà delle aree, autorizzazioni, nodi mai sciolti – sarebbero rimaste per anni nel cassetto, tra un rinvio e un silenzio.
Nel frattempo, il parcheggio dell’ex Caserma Pollio resta chiuso, immobile come la burocrazia che lo circonda. A pagarne il prezzo sono cittadini, commercianti e casse comunali, che vedono evaporare introiti e opportunità. E qualcuno già sussurra la parola magica: danno erariale.
Morale della favola? A Caserta il parcheggio non parcheggia, il Comune non incassa, e la giustizia presenta il conto. Sempre più spesso. Sempre più caro.














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