Mentre oggi c’è chi celebra il percorso internazionale di Sandro De Franciscis, già presidente della Provincia di Caserta, torna inevitabilmente alla memoria la vicenda giudiziaria legata alla gestione dell’Azienda Casertana Mobilità e Servizi (ACMS).
L’inchiesta denominata “Il principe e la scheda ballerina” riguardò l’amministrazione provinciale di centrosinistra dell’epoca e coinvolse amministratori, dirigenti e rappresentanti politici. La Procura regionale della Corte dei Conti, sulla base di accertamenti della Guardia di Finanza, contestò presunti danni erariali per quasi 15 milioni di euro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, tra il 2007 e il 2009 la Provincia, socio maggioritario di ACMS, avrebbe erogato contributi per oltre 12 milioni di euro ritenuti non giustificati. Ulteriori rilievi riguardarono indennità e benefici concessi a dipendenti tra il 2006 e il 2010 per circa 2,5 milioni di euro, oltre al ricorso a consulenze esterne nonostante la presenza di professionalità interne.
Tra i destinatari di provvedimenti notificati dalla Corte dei Conti figuravano diversi esponenti politici dell’epoca. Le contestazioni furono oggetto di memorie difensive e di approfondimenti nelle sedi competenti.
Oggi, a distanza di anni, mentre si sottolinea il ruolo svolto da De Franciscis come medico e responsabile del Bureau des constatations médicales del Santuario di Lourdes, il dibattito pubblico torna a interrogarsi sul rapporto tra memoria politica e responsabilità amministrativa.
Resta un tema che divide: da un lato il riconoscimento per l’attività professionale svolta all’estero, dall’altro il ricordo di una stagione amministrativa segnata da inchieste e polemiche.














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