Caserta – Al Vovo Pacomio più che un dibattito sul referendum va in scena una liturgia politico-elettorale in perfetto stile pre-campagna. Altro che confronto: sembra il trailer della stagione che verrà, con la Lega che scalda i motori e il pubblico dei piaceri ops diciamo ‘amico’ è già convertito sulla via del Sì.
In passerella l’onorevole Gianpiero Zinzi, scortato da Massimo Grimaldi e Antonella Piccerillo, con l’avvocato Gennaro Iannotti, aspirante sindaco di Caserta in modalità pellegrinaggio permanente: tra chiese, diocesi e benedizioni varie, in attesa della fumata (più politica che bianca) che certifichi la sua candidatura. A dare un tono istituzionale ci pensano la magistrata Simonetta Matone e il professore Antonio Trapani.
Sala gremita, applausi calibrati e copione già scritto: spingere sul Sì senza se e senza ma. Zinzi prova a mettere le mani avanti — “non è una campagna contro la magistratura” — ma il sottotesto resta quello di sempre: quando si parla di giustizia, la politica alza la voce e il territorio ascolta con memoria lunga.
In platea, manco a dirlo, sfilano i soliti noti: ex consiglieri, reduci di mille stagioni amministrative, volti che cambiano posto ma non spartito. Più che società civile, una rimpatriata ben organizzata.
Sul menù la riforma: separazione delle carriere, doppio Csm, corte disciplinare e perfino il sorteggio anti-correnti. Rivoluzione? Sulla carta sì. Nella pratica, materia da addetti ai lavori mentre fuori resta il tifo.
Si vota il 22 e 23 marzo, senza quorum: chi c’è decide. E mentre la politica si intesta la crociata, agli elettori tocca il ruolo più ingrato — capire se stanno scegliendo il futuro della giustizia o assistendo all’ennesima puntata della guerra tra poteri, versione casertana.














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