All’Ospedale del Mare di Napoli è scoppiato un nuovo scandalo legato a un presunto “racket delle barelle abusive”, una pratica in cui persone riconducibili a ditte di ambulanze private avrebbero chiesto denaro – fino a 40 euro l’ora o 400 euro per una notte – per fornire barelle ai pazienti in attesa al pronto soccorso, a causa della grave carenza di mezzi disponibili. La vicenda è stata denunciata da una donna, Ornella, nuora di una paziente novantenne in codice arancione.
A seguito della segnalazione, i Carabinieri del NAS sono intervenuti l’11 aprile presso il pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, accertando l’effettiva insufficienza del numero di barelle rispetto all’afflusso di pazienti. L’episodio ha riacceso i riflettori sul sistema del trasporto sanitario privato in Campania, già da tempo al centro di inchieste per infiltrazioni criminali e violenze tra operatori, come emerso anche in altre occasioni recenti
In risposta, Giuseppe Alviti, segretario della Federazione Nazionale Lavoratori Italia – Dipartimento Tribunale dell’Ammalato, attualmente candidato con CasertaKestè con Guerriero Sindaco, ha chiesto le dimissioni immediate della direzione generale dell’ASL Napoli 1 e annunciato un sit-in di protesta fuori dall’Ospedale del Mare di Ponticelli. Alviti ha definito la vicenda “inaccettabile in un Paese civile”, chiedendo anche la riapertura dei pronto soccorso del Loreto Mare e del San Giovanni Bosco, chiusi negli anni scorsi, per ridurre il sovraffollamento e il degrado nei principali ospedali cittadini.
L’indagine dei NAS e le verifiche amministrative nei prossimi giorni dovrebbero chiarire le responsabilità e le eventuali connivenze che hanno permesso il proliferare di questa pratica illegale.














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