Quando si analizzano vicende che riguardano l’esercizio di funzioni pubbliche nel territorio di Caserta, bisogna cambiare prospettiva. Perché ciò che altrove sarebbe eccezione, qui per anni è diventato prassi.
Il Consorzio ASI di Caserta arriva oggi al termine di una lunga stagione amministrativa segnata da polemiche, contenziosi, incarichi esterni milionari e scelte che hanno diviso profondamente l’opinione pubblica.
Il nodo politico
Per dodici anni la presidenza è stata guidata da Raffaela Pignetti. Un periodo durante il quale:
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sono stati conferiti incarichi legali esterni per centinaia di migliaia di euro annui, nonostante la presenza di un ufficio legale interno;
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si è fatto ampio ricorso a spese di rappresentanza e missioni istituzionali;
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si sono moltiplicati i contenziosi, anche contro organi di stampa, con costi sostenuti dall’ente.
Tutte decisioni formalmente deliberate dal comitato direttivo, votate da componenti espressione di diverse aree politiche.
Il braccio di ferro con la Regione
Nelle ultime settimane, il confronto istituzionale con la Regione Campania si è acceso in merito alla composizione del Consiglio Generale.
Secondo la Regione, la presenza di soggetti come Fondazione ASI e Coplus risulterebbe non conforme alla normativa vigente sugli ASI. Da qui la diffida a procedere alla loro esclusione prima di qualsiasi nuova elezione degli organi.
La convocazione di un’assemblea con all’ordine del giorno l’elezione del presidente e del nuovo comitato direttivo, senza prima risolvere il nodo della legittimità della platea votante, ha aperto un potenziale conflitto amministrativo che avrebbe potuto sfociare in ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato.
Successivamente, la seduta è stata rinviata.
La scadenza
Il secondo mandato della presidente è giunto a termine. La normativa consente una proroga limitata nel tempo. In caso di ulteriore inadempienza, la Regione potrebbe procedere alla nomina di un commissario ad acta per ripristinare la piena conformità statutaria.
La questione vera
Il punto non è personale. È politico.
Dopo anni di gestione contestata, l’ASI di Caserta ha bisogno di:
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trasparenza assoluta negli incarichi;
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contenimento strutturale della spesa;
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rispetto rigoroso delle norme regionali;
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superamento delle logiche di appartenenza.
Centrodestra e centrosinistra, entrambi rappresentati negli organi dell’ente nel corso degli anni, hanno ora una responsabilità comune: evitare che l’ASI continui a essere terreno di scontro e trasformarla finalmente in uno strumento efficiente al servizio delle imprese. -afferma l’aspirante sindaco Guerriero.
Serve una cesura netta con il passato.
Non slogan. Non regolamenti di conti.
Ma una ricostruzione istituzionale credibile.














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