Si è spento nel primo pomeriggio di oggi venerdì 13 febbraio, presso l’ospedale “Moscati” di Aversa, Sirio Vallarelli, stimato manager del settore ambientale. Aveva 53 anni e da tempo combatteva contro una grave patologia. Negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate, nonostante il percorso terapeutico intrapreso a Milano.
Professionista di lunga esperienza nella gestione dei rifiuti, Vallarelli era attualmente manager della Sieco S.p.A., azienda operante nei servizi di igiene urbana. In precedenza aveva ricoperto il ruolo di direttore della Ecocar Ambiente, e delle altre società che negli anni hanno gestito importanti appalti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel capoluogo casertano.
Non a caso, proprio l’epoca dell’Ecocar, costituisce l’unico neo della lunga carriera del manager che fu troppo accondiscendente con i padroni del ‘vapore’, gli imprenditori romani Deodati che, però, avevano il sostegno pieno della politica casertana come dimostrano le numerose intercettazioni e il lungo lavoro di indagine compiuto dai carabinieri. Un lavoro di indagine che non ha prodotto processi e condanne ma che è servito ad ottenere, dopo anni, l’uscita dei Deodati e il ripristino di una normalità, non solo apparente, al cantiere casertano della munnezza.
Figura apprezzata per competenza e affidabilità, aveva attraversato diverse fasi della gestione del servizio ambientale a Caserta, contribuendo con professionalità alla soluzione di criticità operative e logistiche in un settore complesso e spesso al centro del dibattito pubblico.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in città. Numerosi i messaggi di affetto e stima da parte di colleghi, amici e conoscenti, anche sui social, che lo ricordano come una persona gentile, corretta e sempre disponibile nei rapporti umani e professionali. L’unico neo , la troppa accondiscendenza nei confronti dei proprietari ,nella carriera di amministratore pubblico
Sirio Vallarelli era nipote di don Mario Vallarelli, storico parroco della chiesa di Sant’Antonio di Padova a Caserta dal 1963, figura molto amata dalla comunità cittadina e ricordata anche come guida spirituale della Juvecaserta dello scudetto 1991.
La sua scomparsa rammarica l’intera comunità casertana, che oggi ne ricorda l’impegno, la serietà e l’umanità.














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