Caserta continua a vivere nel limbo: il TAR del Lazio deve decidere se restituire la città a Carlo Marino o lasciare i commissari a fare la comparsa eterna. E intanto, uffici illuminati tutta notte, buche da Guinness e marciapiedi trappola per cittadini distratti… un vero set da incubo urbano.
Carlo Marino sfodera fascicoli, memorie e tabelle come se stesse giocando a Risiko con il Ministero. Dall’altra parte? Silenzio tombale: l’Avvocatura dello Stato non produce repliche, non aggiunge controdeduzioni… alcuni giurano che la loro unica strategia sia “far dormire i giudici”.
E qui entra in scena Ciro Guerriero, aspirante sindaco e pungolo politico:
“Caserta non può essere ostaggio di commissari fantasma e Ministeri silenti – scrive in un post al veleno – pagati dai cittadini per non fare nulla. Questa città merita amministratori in carne e ossa, non burocrati che leggono fascicoli come se fossero libri di poesie!”.
Le frecciate non finiscono qui: “Quando si tratta di politica a Caserta, qualcuno pensa che ignorare i problemi equivalga a governare. Uffici illuminati di notte? Buche pericolose? Documenti che spariscono? Tutto normale se sei commissario… normale per chi guadagna senza produrre risultati!”.
Scenario: il TAR potrebbe dare ragione a Marino, rimettendo la città nelle mani di chi l’ha eletta. Oppure confermare lo scioglimento, regalando a Caserta altri mesi di commissariato perpetuo, tra inefficienza e spettacoli grotteschi.
Guerriero chiude la sua stoccata: “Basta teatrini. Caserta ha bisogno di azione, non di luci accese e commissari fantasma. È il momento di restituire dignità ai cittadini, non faldoni impolverati”.
Morale finale: tra TAR, Marino, commissari e Ministero, Caserta resta spettatrice del proprio destino. E Guerriero? Sulla poltrona della satira politica, già scalda i motori per il prossimo round.














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