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CASERTA SULL’ALTARE (E LUDO GIÙ DALLE SCALE): “L’AMORE È CIECO”, MA NETFLIX CI VEDE BENISSIMO

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C’è anche un pezzo di Terra di Lavoro nel grande circo sentimentale di L’amore è cieco – Italia, il reality che vende l’illusione dell’anima gemella e incassa lacrime vere in streaming. Tra le protagoniste più osannate dai social c’è Maria Ludovica Cappello, 31 anni, casertana d’origine, milanese d’adozione e ormai eroina nazionale del “mi ha detto no” in HD.

Per i fan “Ludo”, per Netflix una miniera d’oro emotiva. E-commerce manager nella vita reale, personaggio perfetto davanti alle telecamere: indipendente, determinata, fragile al punto giusto e sempre presentabile anche nel giorno del disastro. Il casting ringrazia, l’algoritmo applaude.

Nel format si innamora senza vedere (ma evidentemente non senza sperare) dell’imprenditore assicurativo napoletano Davide Aulicino, arriva fino all’altare, pronuncia il “sì” con voce tremante e bouquet in mano. Lui risponde con un “no” chirurgico. Silenzio. Zoom. Gelo. Reality nirvana. Altro che matrimonio: una scena madre costruita per entrare direttamente negli highlights stagionali.

Da quel momento Ludovica smette di essere una concorrente e diventa la sposa abbandonata, figura archetipica del palinsesto emotivo. Casertana più per temperamento che per certificato anagrafico, racconta un’infanzia temprata, una famiglia non convenzionale e una precoce indipendenza: tutto perfettamente spendibile nel racconto di resilienza post-altare.

La fama fa il resto: da profilo chiuso a invasione di follower, da anonimato a monitoraggio costante. Ma lei rassicura: niente isterie da influencer, niente sete di visibilità (almeno finché dura l’onda). Lavoro, palestra, pilates e amici selezionati. E soprattutto: nessun rancore pubblico, che sui social non paga mai.

“Rifarei tutto”, dichiara. E come darle torto? In fondo non tutte possono dire di essere state lasciate sull’altare davanti a milioni di spettatori e di averne ricavato consapevolezza, popolarità e un posizionamento narrativo impeccabile.

Perché L’amore è cieco, certo.
Ma il business ci vede benissimo.
E Caserta, ancora una volta, finisce in prima fila. Anche senza confetti.

 
   
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