A Casagiove la campagna elettorale non è ancora partita ufficialmente, ma il teatrino è già in scena. Il “comitato civico” lanciato da Enzo e Mario Melone viene venduto come novità, ma a guardare bene sembra più un’operazione di riciclo politico che un laboratorio del futuro.
Altro che civismo: al tavolo siedono nomi che da anni orbitano nello stesso perimetro di potere, molti dei quali già allineati sotto le bandiere di Forza Italia e dentro le dinamiche costruite nell’era Zannini. Più continuità che rottura, più assemblaggio che visione. E la presenza di imprenditori legati al mondo degli appalti pubblici non aiuta certo a rendere credibile la favola della “società civile”.
Sul fronte opposto non va meglio. Il sindaco Giuseppe Vozza, alias “Mister Pon”, prende tempo sulla ricandidatura mentre intorno si muovono vecchie conoscenze. Rispunta persino il nome di Elpidio Russo, già sindaco e protagonista di una stagione giudiziaria tutt’altro che marginale.
Morale della favola: tutti parlano di rinnovamento, ma si preparano a costruire i soliti “campi larghi” con gli stessi protagonisti di sempre. Cambiano le etichette, non i contenuti.
A Casagiove, più che una nuova stagione politica, sembra in arrivo l’ennesima replica. E il futuro, ancora una volta, ha la faccia ben conosciuta del passato.















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