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COMUNALI 2026. Casagiove guarda al passato remoto: i Melone si scordano presto di Zannini e mettono il comitato civico nelle mani di Eduardo Zagaria. Se “Mister Pon” Vozza si farà da parte, è pronto Elpidio Russo

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A Casagiove la campagna elettorale non è ancora formalmente iniziata, ma la partita politica è già entrata nel vivo. La nascita del cosiddetto comitato civico promosso da Enzo e Mario Melone segna l’apertura di una fase nuova, almeno sul piano formale. Sul tavolo della riunione che ha dato vita all’iniziativa sedevano diversi nomi del panorama politico e sociale cittadino: Giovanni Russo, Renzo Menditto, Luigi Ruotolo, Gianluca Casillo, Vincenzo Sibillo, Francesco Ferraro, Vincenzo Melone, Mimmo Ianniello, Rino Brignola, Francesco Melone, Nicola Natale, Eduardo Zagaria, Franco Pota, Ino Menditto, Daniele Fabrizio, Gennaro Russo, Salvatore Ammirati, Nicola Sabatino e Giovanni D’Angelo.

L’operazione è stata presentata come la nascita di un contenitore civico in grado di costruire una proposta alternativa all’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Vozza. Ma già guardando ai nomi che compongono il gruppo emergono le prime contraddizioni. Più che un laboratorio civico, il comitato appare come un assemblaggio politico che mette insieme pezzi molto diversi tra loro, con storie e legami che raccontano tutt’altro che una novità. Un gruppo che si è affiatato, e molto, anche alle ultime elezioni regionali, sotto le insegne di Forza Italia.

Tra i protagonisti dell’iniziativa spicca il nome di Eduardo Zagaria, imprenditore del settore edilizio legato alle società Zeta Costruzioni e Italiana Lavori. Aziende che negli anni hanno ottenuto diversi lavori pubblici nel territorio casertano. Tra questi spicca l’appalto per il risanamento ambientale e funzionale del sistema fognario della città di Caserta, assegnato a un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Italiana Lavori, Zeta Costruzioni e I.CO.GE per un importo superiore ai 9 milioni di euro.

La stessa Zeta Costruzioni è risultata inoltre coinvolta in interventi analoghi nel settore delle reti fognarie e del risanamento ambientale nel territorio casertano e ha ottenuto anche lavori di manutenzione degli uffici pubblici a Santa Maria Capua Vetere per circa 200 mila euro.

Un curriculum imprenditoriale che si intreccia inevitabilmente con la politica locale. Alle ultime elezioni regionali, infatti, la famiglia Zagaria, così come i Melone, hanno sostenuto il consigliere regionale Giovanni Zannini, la cui area politica è da tempo al centro di tensioni e inchieste giudiziarie che hanno coinvolto numerosi amministratori locali.

Non è un dettaglio secondario. Perché proprio Zannini, oggi in esilio in Umbria sospeso dalle sue funzioni di consigliere regionale, ha rappresenta per un decennio uno dei principali punti di riferimento politici della maggior parte del ceto amministrativo casertano, compreso l’ex presidente della Provincia Giorgio Magliocca e l’attuale Anacleto Colombiano, anch’egli sostenuto negli anni da pezzi dello stesso blocco politico.

La nascita del comitato civico dei Melone, dunque, più che segnare una rottura con il passato sembra riproporre dinamiche già viste nella politica locale. E il fatto che uno dei nomi più visibili dell’iniziativa sia proprio quello di un imprenditore attivo negli appalti pubblici rischia di indebolire fin dall’inizio la narrazione del “civismo” interessato solo alla rinascita di Casagiove.

Sul fronte opposto la situazione non appare molto diversa. In attesa che il sindaco Giuseppe Vozza – soprannominato in città da anni come “Mister Pon” – sciolga la riserva sulla sua ricandidatura, nel campo della maggioranza si muovono già altri protagonisti. Tra questi torna a circolare il nome di Elpidio Russo, ex sindaco di Casagiove, arrestato nel 2016 nell’ambito di una vicenda giudiziaria che scosse profondamente la politica locale e che negli anni successivi ha avuto sviluppi processuali complessi.

Se i Melone stanno cercando di costruire un fronte civico alternativo e Vozza valuta la possibilità di allargare la propria coalizione a pezzi del Movimento 5 Stelle e della società civile, il quadro che emerge è quello di due schieramenti destinati comunque a costruire un “campo largo” per arrivare competitivi alla scheda elettorale.

Il paradosso è che, osservando i nomi e le storie politiche in campo, il futuro di Casagiove sembra assomigliare molto al passato. Da una parte imprenditori e amministratori legati alle vecchie filiere della politica provinciale, dall’altra figure già protagoniste delle stagioni amministrative precedenti.

La sensazione è che la prossima campagna elettorale rischi di riportare Casagiove più all’altroieri che al domani.

 
   
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