Si è tenuta presso il Tribunale penale di Santa Maria Capua Vetere una importante conferenza stampa dedicata alla lotta contro l’abusivismo edilizio sul litorale domizio, fenomeno che da anni interessa diversi comuni della provincia di Caserta.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati delle indagini e delle attività condotte dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, con interventi dei rappresentanti delle principali istituzioni impegnate nell’operazione.
Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, colonnello Nicola Sportelli, ha spiegato che negli ultimi mesi sono state analizzate 242 concessioni edilizie, individuando numerose anomalie e strutture gestite da soggetti che non avrebbero potuto ottenere autorizzazioni.
«Dal punto di vista economico – ha sottolineato – territori come Mondragone, Cellole, Castel Volturno e in parte Sessa Aurunca stanno tornando ad avere una certa attrattività economica e turistica. È una buona notizia, ma proprio per questo abbiamo la responsabilità di tutelare l’imprenditoria onesta».
Sulla necessità di riaffermare la presenza dello Stato in territori complessi è intervenuto anche il comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta, colonnello Manuel Scarso, che ha dichiarato:
«È necessario che lo Stato si riaffermi in luoghi dove la criminalità è diffusa».
Il direttore marittimo della Campania, ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino, ha invece posto l’accento sulla tutela del demanio marittimo:
«Il demanio deve essere lasciato al pubblico uso. Aver avuto la possibilità concreta di ripristinarlo rappresenta un risultato importante e non scontato».
Il caso Castel Volturno
Particolarmente significativo è il caso della località Bagnara, a Castel Volturno, dove le indagini hanno portato al sequestro di 80 immobili, in gran parte ville turistiche.
Secondo quanto emerso durante la conferenza stampa:
- 19 immobili sono già stati demoliti
- 8 risultano attualmente in fase di demolizione
A fornire il quadro dell’operazione è stata la procuratrice aggiunta Graziella Arlomede, che ha spiegato:
«Siamo a metà dell’opera. Castel Volturno rappresenta un crocevia di criminalità anche internazionale».
Sulla portata più ampia dell’intervento è intervenuto anche il Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, che ha evidenziato come «il destino di questo territorio sia nelle mani della politica».
Il comandante Scarso ha inoltre sottolineato che l’attività investigativa rappresenta un segnale forte:
«L’aspetto importante di questa operazione è il messaggio che lo Stato dà, quello di riappropriarsi dei propri territori».
Un richiamo anche agli enti locali è arrivato dal colonnello Sportelli, che ha ammonito i Comuni dopo l’analisi delle 242 concessioni rilasciate agli stabilimenti balneari:
«Da oggi non si potrà più far finta di non vedere o di non sapere che un lido era abusivo o gestito da soggetti legati alla criminalità».
Un concetto ribadito anche dal capo della Squadra Mobile, Russo, che ha affermato:
«Lo Stato è in questa stanza».
I numeri dell’operazione
I dati illustrati durante la conferenza stampa raccontano la portata dell’intervento:
- 80 immobili sequestrati
- 19 già demoliti, altri in fase di abbattimento
- 60 strutture abusive rimosse lungo il Volturno
- circa 14.000 metri quadrati di demanio marittimo restituiti alla collettività
Numeri che fotografano un territorio che prova a cambiare volto, con porzioni di costa liberate dall’abusivismo e restituite alla fruizione pubblica.














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