CASERTA – Un’altro annuncio si è diffuso sulla rete quello di un fantomatico “decreto del governo” (ma decreto che cosa, che tipo di decreto?), il quale avrebbe sbloccato non meglio precisati fondi che, a loro volta, consentirebbero l’immediata riapertura del cantiere del Policlinico universitario di Caserta.
Noi, nonostante tutto e le difficoltà giornaliere, e pur sapendo che a queste teste di pupi che popolano questa regione meritano l’arretratezza economica che li affligge, perchè di fare i cittadini non ne vogliono proprio sapere, in un orecchio entrerà e dall’altro uscirà, come se il Policlinico fosse un roba che non gli riguarda e non invece un’ opera che può portare migliaia di nuovi posti di lavoro in un indotto di sconfinate potenzialità.
Per cui scriveremo qui come stanno realmente le cose. Probabilmente, De Luca non avverte neppure la necessità di informarsi dettagliatamente per assumersi meriti che comunque non avrebbe.
Non avverte l’esigenza di una corretta conoscenza dei fatti perchè sa bene di poter stare tranquillo, dato che nessuna delle tante scimmiette ammaestrate made in Campania si porrà oggi il benchè minimo problema di dire “Adesso mi apro il mio pc e cerco d’informarmi su questa storia del Policlinico”.
Insomma, il governatore che è un uomo intelligente, anzi intelligentissimo, può concedersi anche lui una botta rilassante d’ignoranza senza correre il pericolo di pagarne le conseguenze in termini politico-elettorali.
Allora, un paio di giorni fa al Ministero dell’economia e delle finanze, che si trova manco a dirlo in via 20 settembre, data in cui domani la marcia elettorale trionfale di De Luca offuscherà finanche il ricordo, la memoria della Breccia di Porta Pia, sfondata dai bersaglieri del Regno D’Italia proprio in questa data 150 anni fa, ha semplicemente, dato il suo assenso alla bozza di transazione, frutto del complesso confronto, durato per mesi, tra l ‘università Luigi Vanvitelli e l’impresa “Condotte romane” titolare dell’appalto, ma finita ultimamente in guai molto seri, in uno stato di pre fallimento che oggi la costringe ad una governance nominata dal tribunale di Roma, che al posto di comando ha insediato un amministratore giudiziario.
Il via libera del Mef apre la strada alla ripresa del confronto tra università e imprese. Se nelle more tra il primo accordo sulla bozza di transazione e il placet del ministero dell’economia non saranno cambiate le condizioni e dunque non sarà cambiata la disponibilità di Condotte romane ad assolvere i doveri a cui ovviamente fanno da contrattare significativi diritti economici, allora si potrà procedere alla firma definitiva che per l’università apporrà il rettore ancora in carica fino al 31 ottobre (Gianfranco Nicoletti lo avvicenderà il giorno dopo) Giuseppe Paolisso. Ma nel caso in cui, in considerazione anche della particolarissima condizione di disagio economico-finanziario in cui versa Condotte romane, questa chiedesse una modifica delle condizioni contrattuali, allora il dossier-policlinico dovrebbe tornare al ministero dell’economia.
In tutto questo la Regione Campania c’entra come cavoli a merenda. E ve lo abbiamo già spiegato il perchè in altri articoli: la società che costruirà e che gestirà il Policlinico di Caserta è, infatti, costituita dal Ministero della Salute che possiede una quota del 65%, dal Ministero dell’Università, in nome e per conto del quale la “Luigi Vanvitelli” agisce possiede il 30% e solo per il 5% dalla Regione Campania.
Insomma, questo post è semplicemente la solita botta di cabaret, fondata però su una bugia, che trova terreno fertile nella totale ignoranza del popolo indigeno. Una balla evidente anche perchè fornisce l’idea che sia la Regione Campania il motore di tutto il Policlinico, quando in realtà non è assolutamente così.
Il presidente uscente, perché non parla delle scelte che realmente ha operato per il Policlinico?
De Luca ha voluto la proroga per molti anni dell’attività estrattiva degli impianti che sorgono a poca distanza dal futuro ospedale. L’immagine di una sanità efficiente viene coperta dalla coltre di polveri sottili delle cave volute dal presidente. Caserta ha bisogno di altro: necessita di un’attenzione politica vera che certamente non c’è da parte di chi permette alle cave di proseguire la loro attività a ridosso di un ospedale dove potrebbero essere ricoverati pazienti affetti anche da patologie respiratorie. De Luca…Kest’è!!!!
E se qualcuno, a partire da De Luca vuole confutare le nostre tesi e questa nostra ricostruzione dei fatti, venga che lo aspettiamo.














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