CASERTA – Colpo basso ai cittadini: con una delibera dell’Ente Idrico Campano, il 45% della gestione dell’acqua finisce ai privati. Un tradimento che cancella la volontà popolare del 2011, quando 343mila casertani votarono per l’acqua pubblica, con il 97% dei consensi.
A firmare questa resa, il presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano, il sindaco di Vairano Patenora Stanislao Supino e il sindaco di Recale Raffaele Porfidia.
Come se non bastasse, al colpo di mano sull’acqua si aggiunge la mazzata delle tariffe: +10% in bolletta per famiglie e imprese già stremate. E durante la seduta, persino il divieto di scattare foto o registrare: zero trasparenza, come nei peggiori regimi.
Guerriero non fa sconti
Durissimo il commento del candidato sindaco Guerriero:
“Questo è uno scandalo. L’acqua è un bene di tutti, non una merce da regalare ai privati amici di partito. Hanno preso in giro i cittadini, hanno calpestato un referendum e adesso ci presentano il conto in bolletta. Io mi oppongo con tutte le forze a questa svendita: chi governerà la città con me sappia che difenderemo fino all’ultima goccia il diritto all’acqua pubblica. Caserta non può essere terra di conquista per comitati d’affari. Basta prenderci in giro: l’acqua resta dei cittadini, o non sarà pace sociale in questa città.”
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