La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura generale di Napoli, confermando l’assoluzione per l’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, nel processo cosiddetto «Il Principe e la scheda ballerina», in cui l’ex coordinatore campano di Forza Italia era accusato del reato di tentato impiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa, in relazione alla costruzione a Casal di Principe (Caserta) di un centro commerciale voluto dal clan dei Casalesi, ma mai edificato.Cosentino (difeso da Agostino De Caro, Stefano Montone ed Elena Lepre) era stato assolto dalla Corte di Appello di Napoli il 29 settembre 2020 per «non aver commesso il fatto»; la sentenza di secondo grado aveva ribaltato il verdetto dei giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che avevano condannato Cosentino in primo grado a cinque anni e mezzo di carcere. Si chiude così definitivamente per l’ex politico di Forza Italia uno dei numerosi procedimenti giudiziari in cui è rimasto coinvolto.«Cosentino – secondo i giudici di Appello – non risulta essere mai intervenuto in nessuno dei passaggi essenziali dell’intera vicenda o nei momenti cruciali della stessa». Il finanziamento per il Centro commerciale aveva già ricevuto l’ok ma tranche di finanziamenti per intervento dell’ex deputato azzurro e «il vero motivo dell’incontro furono questioni esclusivamente politiche», ovvero Cosentino fu «usato» per fini politici dal direttore di filiale della Unicredit di Roma, Cristoforo Zara ed il cognato Mauro Santocchio, allora parlamentare di FI come Cosentino
Il Casalese Nicola Cosentino assolto in Cassazione
Redazione




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