Infiltrazioni d’acqua, crepe, aule interdette.
E adesso rotazione pomeridiana obbligatoria.
Succede al Liceo Scientifico Amaldi di Santa Maria Capua Vetere, dove i problemi al terzo piano erano evidenti già da giorni: corridoi transennati, macchie di umidità nelle classi, studenti spostati in laboratori e biblioteca – spazi non attrezzati per ospitare lezioni ordinarie per l’intera giornata.
Il 30 gennaio sono intervenuti i Vigili del Fuoco. La sala conferenze, adibita ad aula, presentava segni di umidità e crepe.
Risultato: accesso vietato.
Fin qui la cronaca.
Poi c’è il nodo che fa discutere: la decisione della dirigenza di attivare la rotazione pomeridiana, con inevitabili ripercussioni su studenti e famiglie.
Molti genitori sostengono che le criticità strutturali non siano improvvise e che già nei mesi scorsi fossero emersi segnali evidenti. Da qui la domanda che circola con insistenza: si poteva intervenire prima? Si poteva programmare durante il periodo estivo un’azione risolutiva per evitare l’emergenza in corso d’anno?
Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti:
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disagi organizzativi;
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impegni lavorativi dei genitori stravolti;
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attività extrascolastiche compromesse;
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possibili ricadute economiche per le famiglie.
I tecnici della Provincia hanno effettuato sopralluoghi e riscontrato criticità. Ma quando una scuola arriva a riorganizzare le lezioni per mancanza di aule agibili, il problema non è solo tecnico. È anche di pianificazione.
La sicurezza viene prima di tutto.
Ma la programmazione dovrebbe precedere l’emergenza.
E mentre le responsabilità si distribuiscono tra ente proprietario dell’immobile e gestione scolastica, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta gli studenti.














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