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Nel sottopasso della Reggia l’ennesima fotografia di tensione urbana: un tentativo di furto

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Nel sottopasso della Reggia di Caserta, uno dei luoghi simbolo della città, è andata in scena l’ennesima fotografia di tensione urbana: un tentativo di furto, un passante che reagisce, altri cittadini che intervengono, le forze dell’ordine che riportano la calma.

Secondo quanto riportato dal nostro collaboratore , un giovane avrebbe cercato di sottrarre un borsello a un uomo nel sottopasso. La vittima ha opposto resistenza, alcuni presenti sono intervenuti e all’arrivo della polizia il ragazzo era a terra. Gli operatori hanno lavorato per riportare la situazione sotto controllo.

Un episodio che, al di là delle responsabilità individuali – che spettano agli inquirenti accertare – riaccende il tema della sicurezza in un punto delicato della città: il collegamento tra la stazione e la Reggia, attraversato ogni giorno da turisti, pendolari, studenti.

Sull’accaduto è intervenuto Maurizio Raimondi della Lega, con parole dure: timore che i cittadini possano “farsi giustizia da sé”, accuse a presunte carenze di controllo, critiche al sistema delle case famiglia e richieste di maggiore fermezza verso chi delinque.

Il nodo, però, resta complesso e va affrontato su più livelli.

Da una parte c’è un fatto concreto: un tentativo di reato in un luogo pubblico. La risposta non può che essere il rispetto della legge, l’intervento delle forze dell’ordine e, se necessario, l’azione della magistratura. La sicurezza è un diritto dei cittadini e la prevenzione dei reati, soprattutto in aree sensibili, è una priorità amministrativa.

Dall’altra parte, però, c’è il rischio di trasformare un singolo episodio in una generalizzazione. L’eventuale condizione del ragazzo – che sia minorenne, ospite di una struttura o altro – dovrà essere verificata nelle sedi opportune. Parlare in modo indistinto di “extracomunitari” o di intere categorie sociali non aiuta a risolvere il problema e rischia di alimentare tensioni.

Il vero punto politico e amministrativo è un altro:

  • presidio costante delle aree critiche;

  • coordinamento tra Comune, forze dell’ordine e servizi sociali;

  • controlli seri sulle strutture di accoglienza, se coinvolte;

  • percorsi di recupero per i minori o giovani a rischio devianza.

La paura dei cittadini non va minimizzata. Ma nemmeno cavalcata. Perché quando la paura supera la fiducia nelle istituzioni, il passo verso la “giustizia fai da te” diventa pericolosamente breve.

Il sottopasso della Reggia non può diventare simbolo di insicurezza. Serve fermezza contro chi sbaglia, ma anche lucidità nell’analisi. La sicurezza urbana si costruisce con controllo, prevenzione e responsabilità, non con slogan.

E soprattutto con una regola che vale per tutti: chi sbaglia paga, ma nel rispetto della legge. Sempre.

 
   
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