SAN NICOLA LA STRADA – Altro che primavera: nel Pd locale è già stagione di pollini urticanti. Mentre la politica scalda i motori in vista delle prossime comunali, i dem si muovono con la consueta strategia a doppio binario: predicare unità fuori, regolarsi i conti dentro. Da un lato il rassicurante racconto di un programma “solido e credibile”, dall’altro la vera partita: chi prende il posto del sindaco Vito Marotta senza far saltare il banco (spoiler: il banco scricchiola).
Negli ultimi giorni il dibattito interno ha alzato i decibel e, come da copione, sono emersi i nomi dei potenziali eredi al trono. In prima fila l’assessora uscente Alessia Tiscione, dall’altra Lucia Esposito. Due profili, due visioni, due correnti che si guardano in cagnesco mentre il circolo cittadino sembra più un ring che una sezione di partito.
Per dare l’impressione di avere il timone in mano, il Pd ha ufficializzato la nascita di un gruppo di lavoro programmatico: undici nomi, una “cabina di regia” che dovrebbe scrivere il manifesto da offrire agli alleati del centrosinistra. Traduzione: mettere nero su bianco qualcosa mentre il partito si divide sul bianco o nero del candidato.
Dentro la stanza dei bottoni ci sono Roberto Alfuso, Biagio Salvatore Annunziata, Consiglia Cianci, Giosuè Castaldi, Francesca Esposito, Bernardino Foschi, Luca Ioime, Fabio Manzo, Gennaro Minutolo, Riccardo Russo e Michele Vigliotti. Un mix di competenze, storie e appartenenze chiamato a un’impresa ardua: tenere insieme tecnica e politica mentre fuori volano gli stracci.
Perché il nodo vero non è il programma, ma la faccia da mettere sul manifesto elettorale. Il Pd di San Nicola la Strada oggi è spaccato come una mela. Da un lato l’area che guarda ad Alessia Tiscione, che si propone come continuità sì, ma con tanto di bollino “rinnovamento generazionale” e autonomia rivendicata. Una formula che piace a molti, ma irrita parecchi altri.
Dall’altro lato c’è il fronte che fa capo a Giovanni Motta, al sindaco uscente Marotta e a Lucia Esposito, ex consigliera regionale e portatrice della linea dell’“esperienza”, quella che non si butta via niente e si valorizza tutto, soprattutto chi c’era prima.
La tensione non nasce dal nulla. È figlia anche della più ampia riorganizzazione del Pd provinciale, culminata venerdì scorso con l’elezione di Stefano Lombardi a segretario. A livello provinciale si parla di “nuova fase” e “ritrovata stabilità”. A San Nicola, invece, la traduzione è un’altra: tutti aspettano di capire da che parte conviene stare.
Il rischio? Che mentre il centrosinistra discute di leadership, il tempo passi e la campagna elettorale bussi alla porta trovando un Pd ancora intento a decidere chi deve aprire. Un classico: programma pronto, candidato no. E la primavera elettorale si avvicina. 🌸💣














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