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Piscina provinciale: la verità dei fatti, non le bugie di Palazzo

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La replica delle associazioni sportive al presidente Colombiano

Abbiamo letto con attenzione il comunicato stampa diffuso stamattina dalla Provincia di Caserta sulla piscina di via Laviano. Ci aspettavamo risposte concrete, abbiamo trovato invece solo contraddizioni, ritardi e numeri piegati alle necessità politiche del momento.

Cronoprogramma-beffa
La Provincia promette la riapertura per la stagione 2026/2027. Tradotto: altri due anni di attesa. Ma c’è di più: nel cronoprogramma compaiono lavori già eseguiti mesi fa e pagati profumatamente con soldi pubblici. Parliamo del rifacimento della pavimentazione e dell’impianto luci sugli spalti, già completati ad aprile scorso e costati 35mila euro. Oggi vengono di nuovo inseriti come “da fare”. Perché?

Il tempo perso
Lo stesso comunicato ammette che i lavori richiederanno da 6 a 8 mesi. Quindi, se l’amministrazione si fosse mossa per tempo, la piscina avrebbe potuto riaprire entro novembre di quest’anno. Invece, gli atleti, i bambini e le famiglie restano senza un impianto essenziale, mentre i dipendenti restano senza lavoro.

Il bluff dei conti
Il presidente Colombiano parla di un “buco da un milione di euro l’anno” per giustificare la chiusura e l’ipotesi di privatizzazione. Ma la verità è un’altra: quei milioni non sono costi reali della piscina, ma il risultato di una gestione AGIS inefficiente che ha accumulato debiti negli anni, riguardanti TUTTE le strutture sportive provinciali (palazzetto, stadio del tennis, palestre scolastiche, museo dello sport, Villa Vitrone).
E anche gli incassi sono stati manipolati: nei conti entrano tutte le spese delle strutture, ma solo gli introiti della piscina. Un trucco facile da smontare, ma utile a raccontare la favola dell’“antieconomicità”.

La verità
La chiusura della piscina non è un destino inevitabile, è una scelta politica. Una scelta che colpisce famiglie, disabili, giovani e lavoratori. Una scelta che priva Caserta dell’unico impianto pubblico funzionante, mentre altrove si investe sullo sport come bene comune.

Noi associazioni non ci facciamo prendere in giro: pretendiamo risposte chiare e un cronoprogramma serio, non giochi di prestigio sui numeri. Caserta non può aspettare il 2027.

Le Associazioni sportive dilettantistiche dello Stadio del Nuoto di Caserta

 
   
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