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Saldi invernali a Caserta, partenza soft tra pioggia e nuove abitudini

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Poche corse all’acquisto, ma i negozianti restano fiduciosi: “È cambiata la cultura del consumo”

Il primo giorno dei saldi invernali a Caserta si apre senza l’assalto agli acquisti. Complice una mattinata di pioggia, il centro cittadino resta sostanzialmente tranquillo per gran parte della giornata, con un flusso di persone più evidente solo dopo le 17, quando i passanti iniziano ad affollare corso Trieste e le strade limitrofe.

Un avvio soft che i commercianti non leggono come un segnale definitivamente negativo, ma piuttosto come la conferma di un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo. A raccontarlo è Maria Papa, titolare dello storico negozio La Regina delle Scarpe, che parla di un equilibrio sempre più fragile per il commercio di prossimità. «I saldi non sono più un evento concentrato in pochi giorni – spiega –. Di fatto i prezzi sono calmierati tutto l’anno, anche se formalmente non li indichiamo come sconti».

Il problema, però, va ben oltre il calendario dei saldi. Pesano i costi fissi, a partire dai canoni di locazione aumentati con l’adeguamento all’inflazione, senza margini di trattativa con i proprietari degli immobili. Pesano anche i parcheggi, pochi e costosi, percepiti come un ostacolo più che come un servizio. «Io ho un posto auto nel palazzo – racconta – ma resta comunque una spesa in più». La mattinata di sabato, per lei, si è chiusa senza vendere un solo paio di scarpe. E non manca l’amarezza per una città che considera casa: «Caserta è tranquilla, potrebbe essere un gioiello. Ci conosciamo tutti, ci sentiamo al sicuro, ma dopo le 19 c’è paura di camminare perché manca la vita».

Una fotografia simile emerge dal racconto di Stefano, commesso del negozio Valerio. «Siamo costretti a inseguire continuamente lo sconto online – spiega – anche con lo shop digitale, perché il cliente cerca comodità». Ma la concorrenza non si gioca solo sul prezzo: «Molti entrano e poi dicono: non trovo parcheggio, me ne vado». Da qui la proposta di agevolazioni mirate: così come i negozi fanno sconti, anche i parcheggi potrebbero essere calmierati in alcune fasce orarie o in determinati periodi.

Sul fondo restano irrisolti i nodi del trasporto pubblico locale, del decoro urbano e della manutenzione, fattori che nel loro insieme limitano il potenziale commerciale della città. Fabio Biancullo, titolare di Antea, allarga lo sguardo al rapporto tra centro e provincia: «I consumi vengono intercettati sempre più dai centri commerciali e dagli sconti anticipati. I negozi di vicinato rischiano di scomparire. Se devo tenere aperto solo per illuminare una strada buia, allora conviene vendere online».

Più prudente Giovanni Principato, titolare di Piombo, che invita alla cautela: «Non esiste più la corsa del primo giorno. Un capo da 100 euro era già a 60 con il Black Friday o prima di Natale. La mattinata, però, è stata incoraggiante: siamo solo all’inizio». Anche lui richiama l’attenzione sui servizi e sulla Ztl, i cui continui cambiamenti hanno generato confusione: «Vedremo se la riduzione degli orari porterà benefici reali».

Più dura la posizione di Domenico Tramontano, di Tramontano Abbigliamento, che si dice non rappresentato da nesuna associazione di categoria che paventano iscritti: «Siamo abbandonati da anni. Nessuna seria programmazione. Assenza di parcheggi. ZTL che continua a fare danni, lo ripeto da anni  : solo il weekend e festivi, Parcheggio internalizzato e comunale sui due lati. Il commercio com’è tangibile muore ogni giorno sotto gli occhi di tutti e nessuno affronta seriamente il problema».

Una critica condivisa anche da Enzo La Camera, titolare di Pigalle in via San Giovanni: «I saldi veri erano quelli di fine stagione. Oggi i grandi gruppi producono a costi irrisori, impongono i prezzi e spingono su sconti continui per far partire subito nuove collezioni. Il Black Friday è diventato un periodo permanente e le associazioni non tutelano più il piccolo commercio». Caserta, osserva, sta cambiando volto, trasformandosi in una città di B&B e food, un modello che però fatica a reggere senza grandi numeri.

Anche Mauro Michele, del negozio Tamì, conferma che la corsa ai saldi appartiene ormai al passato: «Siamo costretti a scontare tutto l’anno per restare sul mercato». Per lui il nodo centrale resta il ruolo delle istituzioni: senza interventi sul decoro urbano ( sono sparite le griglie in ghisa intorno ai fusti arborei di Corso Trieste)e sulla qualità degli spazi pubblici, anche il piacere di una passeggiata in centro viene meno, con conseguenze dirette sul commercio.

Un avvio lento, dunque, ma non privo di speranze: per molti esercenti la vera partita dei saldi a Caserta è appena cominciata.

 
   
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