TAV, ALTA VELOCITÀ… BASSI SALARI?
Mentre i treni sfrecciano (sulla carta) tra Napoli e Bari, a terra – nel cantiere di Cancello ed Arnone – c’è chi conta i centesimi. E non per hobby.
L’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate (ANGPG) accende i riflettori sulla vigilanza nel nodo TAV di Cancello: “salari da fame” e dumping contrattuale nel mirino. Traduzione: grande opera, piccolo stipendio.
NUMERI CHE FANNO RUMORE
Secondo la denuncia dell’associazione, alcuni addetti alla sicurezza del cantiere viaggerebbero intorno ai 5 euro lordi l’ora. Cinque. Lordi. Per presidiare un’infrastruttura strategica nazionale. Altro che Alta Velocità: qui la retribuzione va a passo di lumaca.
Nel mirino anche il gioco dei contratti: passaggi dal CCNL Multiservizi a quello dei Servizi Fiduciari nei cambi d’appalto. Una mossa che, sostiene l’ANGPG, abbassa il costo del lavoro come se fosse un saldo di fine stagione. Il risultato? Stesse responsabilità, busta paga alleggerita.
E poi i turni: copertura 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in un contesto di cantiere complesso. Con segnalazioni – tutte da verificare – di indennità notturne e festive non sempre riconosciute per intero. Insomma, sicurezza strategica pagata a tariffa low cost.
L’AFFONDO DI Giuseppe ALVITI ASPIRANTE CONSIGLIERE COMUNALE CON LA LISTA CASERTAKESTè –GUERRIERO SINDACO
Il presidente nazionale dell’associazione, Giuseppe Alviti, annuncia la richiesta di un tavolo urgente in Prefettura a Caserta. Messaggio chiaro: “Non possiamo accettare che la modernizzazione del Paese passi sulla pelle dei lavoratori”.
Parole pesanti come traversine ferroviarie. Perché il paradosso è evidente: miliardi per infrastrutture, briciole – secondo l’accusa – per chi garantisce la sicurezza dei cantieri.
LA PARTITA VERA
Ora la palla passa al Consorzio CFT e alla committenza, chiamati in causa dall’associazione. Da una parte la necessità di contenere i costi in opere complesse. Dall’altra il principio – sancito anche dalla giurisprudenza – della retribuzione proporzionata e sufficiente.
In mezzo, lavoratori che chiedono continuità occupazionale senza decurtazioni a ogni cambio di appalto e il rispetto delle norme su riposi e sicurezza.
L’ANGPG avverte: senza risposte concrete, via alla mobilitazione nelle forme consentite dalla legge. Tradotto: il rischio è che, mentre si parla di alta velocità ferroviaria, la vertenza corra ancora più veloce.
Perché le grandi opere fanno notizia quando si inaugurano. Ma è nei cantieri, tra badge e turni di notte, che si misura davvero quanto vale il lavoro.














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