CASERTA. A rischio di sarebbero varie famiglie
Questo un breve riassunto di quanto sta accadendo all’ interno del settore della sanità di Caserta.
Per il il comparto sanità ebbe si può affermare che , sono più di duecento i precari della sanità che rischiano di finire in mezzo ad una strada dopo anni di onorato servizio presso le strutture sanitarie della città di Caserta.
L’ultima vertenza nata in ordine di tempo è quella che ha investito i cinquanta operatori della Rsa di via Collecini che si prendono cura di trentacinque diversamente abili, venticinque che usufruiscono del servizio residenziale h24 e dieci che, invece, si recano presso la struttura solo per mezza giornata.
Si tratta di infermieri, operatori socio sanitari e animatori di comunità che progressivamente saranno sostituiti da personale interno dell’Asl che ha deciso di gestire direttamente la struttura dopo le due interdittive antimafia che hanno colpito le cooperative che hanno vinto l’appalto.
La prefettura ha prima revocato la gestione della Rsa alla cooperativa Nestore e, poi, a quella Filipendo. Da entrambe la cooperative i cinquanta operatori hanno avuto “un ricordino” o, forse, sarebbe più corretto dire non hanno avuto…
Nestore, infatti, non ha versato ben tre stipendi ai cinquanta lavoratori, mentre Filipendo due per un totale di cinque mensilità arretrate che, come spiega il delegato alla Sanità della Cisl Nicola Cristiani, il quale ha rilasciato qualche dichiarazione che si va a riportare “Pesano moltissimo per famiglie monoreddito quali quelle degli operatori della Rsa». «Avevamo chiesto all’Asl dopo l’interdittiva antimafia – ha proseguito il sindacalista – di scorrere la graduatoria per affidare il servizio ad una nuova cooperativa e garantire il lavoro alle cinquanta famiglie”















Lascia un commento