Per 1291 elettori unico seggio all’ ex S.Gobain, occhio agli smartphone

CASERTA – A secondo piano del Palazzo della Provincia sito presso l’ex S.Gobain, allestito il seggio unico per l’intero territorio casertano, per far esprimere il voto ai 1291 aventi diritto, tra consiglieri e sindaci comunali. Vi è stata  la rettifica del corpo elettorale, che ne ha modificato la consistenza, inserendo elettori anche quelli di Caserta…

CASERTA – A secondo piano del Palazzo della Provincia sito presso l’ex S.Gobain, allestito il seggio unico per l’intero territorio casertano, per far esprimere il voto ai 1291 aventi diritto, tra consiglieri e sindaci comunali.

Vi è stata  la rettifica del corpo elettorale, che ne ha modificato la consistenza, inserendo elettori anche quelli di Caserta e SMCV rispettivamente Camillo Federico e Domenico Garofalo che, sono entrati nei rispettivi consigli a seguito delle dimissioni di Dora Esposito e Teresa  De Bernardo.

A tutti sarà consegnata una doppia scheda :una per indicare il candidato Presidente della Provincia tra Carlo Marino e Giorgio Magliocca, e una per la scelta dei consiglieri provinciali. Nella serata si saprà chi tra Marino e Magliocca sarà il Presidente dell’Ente, mentre per i consiglieri provinciali, bisogna attendere la giornata di domani.

Roberto Desiderio alle 08,01 è il primo ad entrare in cabina per esprimere il voto. A tutti era visibile il divieto di portare con se smartphone. Sarà quindi obbligatorio consegnare le apparecchiature elettroniche prima di entrare nella cabina e per i trasgressori saranno previste delle sanzioni.

Per una pratica di questo tipo si rischia un’ammenda salata o addirittura la reclusione in carcere.

Perché non si può fotografare la scheda elettorale?

Come appena anticipato, il problema principale della foto alla scheda è che si può essere accusati di voto di scambio. Il voto di scambio è una pratica per cui il candidato o uno dei suoi sostenitori paga gli elettori o gli promette dei favori in cambio del suo voto.

Questa pratica è del tutto illegale ed è spesso legata all’ambiente della criminalità organizzata. Fotografare la scheda elettorale con il simbolo del partito o del movimento che si è votato può portare all’incriminazione di chi ha commesso questo reato.

Per cercare di porre un freno alla situazione il 1 aprile 2008 è stato emanato un decreto di legge, in modo da sancire una regolamentazione anche per gli smartphone. Nel decreto-legge 1 aprile 2008 n° 49, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°8 il 4 aprile, si legge:

Art. 1.
1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini. 
2. Il presidente dell’ufficio elettorale di sezione, all’atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale da parte dell’elettore, invita l’elettore stesso a depositare le apparecchiature indicate al comma 1 di cui è al momento in possesso.
3. Le apparecchiature depositate dall’elettore, prese in consegna dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, sono restituite all’elettore dopo l’espressione del voto. Della presa in consegna e della restituzione viene fatta annotazione in apposito registro

Foto della scheda elettorale: cosa si rischia?

Il 1 aprile 2008 sono state sancite anche delle sanzioni per i trasgressori, si legge infatti nel punto 4:

Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1000 euro.

Si rischia quindi, nel caso in cui si venga scoperti a fotografare la scheda elettorale, non solo di dover pagare una multa, ma anche di dover scontare dei mesi di carcere. Nel caso in cui si volesse dimostrare a tutti i propri amici di aver votato si potrà mostrare la tessera elettorale e il timbro apposto su di essa dopo la votazione.

Si sconsiglia vivamente di incorrere in un reato punibile con la legge solo per mostrare il proprio amore per un partito e il sostegno ad un candidato.

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