GUERRIERO: “SE C’È STATA LA GRAZIA PER MINETTI, SI VALUTI ANCHE PER ALEMANNO”
CASERTA – Un appello alle istituzioni nel nome dell’equità e della pietas. Ciro Guerriero interviene sul caso dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, detenuto da diversi mesi, chiedendo che venga valutato un provvedimento di clemenza analogo a quello recentemente concesso a Nicole Minetti.
«In merito alla recente concessione della grazia alla signora Minetti – afferma Guerriero – motivata da ragioni umanitarie legate all’assistenza di un minore con gravi problematiche, non posso che riconoscere il valore di un gesto che richiama il principio fondamentale della pietas, che dovrebbe sempre ispirare le istituzioni».
Proprio partendo da questo presupposto, però, Guerriero solleva una questione di equità. «Ritengo doveroso evidenziare una evidente disparità di trattamento. La stessa sensibilità e attenzione umana avrebbero dovuto essere riservate anche a Gianni Alemanno, detenuto da oltre un anno per un reato che, alla luce degli sviluppi normativi e giurisprudenziali, appare oggi profondamente ridimensionato, se non addirittura superato».
Secondo Guerriero, la vicenda merita una riflessione più ampia. «Parliamo di una persona che ha dedicato la propria vita all’impegno politico e alle questioni sociali, e che si trova a scontare una pena che appare sproporzionata. Un anno e più di detenzione in queste condizioni rischia di trasformarsi in un accanimento, piuttosto che in una misura realmente giusta».
Da qui l’appello alle più alte istituzioni dello Stato. «Se la umanità deve essere un criterio guida nelle decisioni più alte dello Stato – conclude Guerriero – non può essere applicata in modo selettivo. Il principio di equità impone che situazioni analoghe trovino risposte coerenti. È su questo terreno che si misura la credibilità delle istituzioni».















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