Ci voleva un mezzo pesante per ricordare a tutti che a Caserta i monumenti sono spesso lasciati alla mercé del destino. Stavolta a farne le spese è stata parte della facciata dell’edificio che ospitò Luigi Vanvitelli, il genio della Reggia, insieme alla vicina chiesetta di Sant’Elena.
Secondo le prime ricostruzioni, nella giornata di ieri un camion, transitando in largo Sant’Elena — evidentemente con la delicatezza di un elefante in cristalleria — avrebbe centrato un paracarro, sradicandolo dal muro e danneggiando anche la cornice dell’edificio storico.
Il tutto nel cuore di una zona che dovrebbe essere tutelata come un gioiello e che invece continua a vivere tra traffico improvvisato, controlli episodici e protezioni evidentemente insufficienti.
Ad accorgersi del danno non è stato qualche ente preposto alla tutela del patrimonio, ma un commerciante della zona, che ha poi allertato la polizia municipale. Ora gli agenti stanno visionando le telecamere di videosorveglianza per ricostruire l’accaduto e individuare eventuali responsabilità.
Resta però la domanda di fondo: possibile che un luogo legato al nome di Vanvitelli possa essere esposto così facilmente al passaggio di mezzi pesanti? Perché tra vincoli, celebrazioni e retorica sulla “valorizzazione del patrimonio”, basta un camion maldestro per far venire giù pezzi di storia.
Non si è fatto attendere il commento di Ciro Guerriero aspirante Sindaco del capoluogo:“Quanto accaduto in largo Sant’Elena è semplicemente vergognoso. Non possiamo continuare a trattare i luoghi simbolo della nostra storia come fossero strade qualsiasi. Parliamo di un edificio legato a Luigi Vanvitelli, uno dei nomi più importanti dell’architettura italiana, eppure basta il passaggio di un camion per provocare danni a un pezzo del nostro patrimonio.
Serve subito un piano serio di tutela del centro storico, con controlli veri sul traffico pesante, protezioni adeguate e manutenzione costante. Caserta non può vivere di celebrazioni della propria bellezza e poi restare inerme davanti a episodi del genere. La città merita rispetto, non superficialità e disattenzione.”














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