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“ AL COMUNE ASSUNZIONE CATEGORIE PROTETTE MANCATA, RISARCIMENTO MILIONARIO SFIORATO E ORA L’ULTIMA BATTAGLIA IN CASSAZIONE”

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La partita giudiziaria tra il Comune di Caserta e Salvatore Masella non è ancora finita. Anzi, si allunga fino alla Corte di Cassazione. E l’ente di piazza Vanvitelli corre ai ripari: con la Determinazione n. 296 del 16 aprile 2026 affida un nuovo incarico all’avvocato comunale Lidia Gallo per difendere il Municipio nel ricorso presentato dall’ex candidato alla selezione per categorie protette prevista dalla legge 68 del 1999.

Una vicenda che va avanti da oltre undici anni e che ha già visto ribaltoni giudiziari degni di una serie a puntate.

Tutto comincia nel 2015, quando Salvatore Masella – iscritto nelle liste del collocamento obbligatorio per disabili – cita in giudizio il Comune chiedendo l’assunzione retroattiva dal 29 dicembre 2011 come Esecutore amministrativo (categoria B), sostenendo di avere diritto allo scorrimento della graduatoria di una selezione riservata.

Non solo il posto di lavoro. Nel ricorso Masella chiede anche il conto economico: oltre 51mila euro di risarcimento, cifra che nel corso del giudizio lievita fino a circa 169mila euro, più contributi previdenziali e sistemazione della posizione pensionistica.

Il primo round si chiude con una batosta per il Comune. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sezione lavoro, con la sentenza n. 2264/2024, accoglie quasi integralmente le richieste dell’ex candidato e condanna l’ente a pagare 169.419,48 euro oltre alle spese.

Ma a piazza Vanvitelli non si arrendono e presentano appello. E qui arriva il ribaltone: la Corte d’Appello di Napoli, con la sentenza n. 4047/2025 depositata il 1° dicembre 2025, capovolge tutto. Secondo i giudici non esiste alcun obbligo per il Comune di procedere allo scorrimento della graduatoria. Risultato: domande di Masella respinte.

Fine della storia? Nemmeno per sogno.

Masella decide di giocarsi l’ultima carta e presenta ricorso in Cassazione. Da qui la nuova mossa del Comune, che affida all’avvocato interno Lidia Gallo il compito di difendere l’ente davanti alla Suprema Corte, come stabilito nell’atto firmato dalla dirigente del Settore Legale Maria Giuseppina D’Ambrosio.

La motivazione ufficiale parla di tutela degli interessi dell’ente, anche alla luce dei nuovi orientamenti giurisprudenziali in materia.

Tradotto: la partita non è ancora chiusa. Dopo Tribunale e Appello, ora sarà la Cassazione a scrivere l’ultimo capitolo di una causa che, a Caserta, dura ormai da più di un decennio.

 
   
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