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Caserta piange Oscar Schmidt: l’unico brasiliano ad essere mai entrato nella Hall of Fame

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Oscar Schmidt,  è morto a 68 anni dopo aver combattuto per oltre quindici anni contro un tumore al cervello. In Brasile e in Italia è ricordato come una leggenda assoluta, soprannominato “Mão Santa” (Mano Santa) per la precisione irreale al tiro.A Caserta il nome di Oscar Schmidt non è semplicemente quello di un grande giocatore: è un pezzo di identità della città e della sua storia sportiva. La scomparsa della leggenda brasiliana ha suscitato un’ondata di ricordi e affetto da parte di tifosi, ex compagni e istituzioni.Il simbolo della Juvecaserta

Con la maglia della Juvecaserta Basket (1982-1990), Schmidt diventò il volto della squadra e uno dei giocatori più spettacolari mai visti nel campionato italiano.

E’ a tutt’oggi il simbolo della Juvecaserta

  • 13.957 punti segnati in Serie A
  • media di 34,6 punti a partita
  • 28 partite con oltre 50 punti

Per i tifosi casertani era semplicemente “Oscar”, il campione capace di trasformare ogni partita in uno spettacolo. Il suo tiro micidiale gli valse il soprannome “Mão Santa” (mano santa).

 La maglia ritirata e l’amore della città

La società ha deciso di ritirare la maglia numero 18, rendendola eterna nella storia del club.
Nel 2016 Caserta gli ha conferito anche la cittadinanza onoraria, riconoscendo quanto abbia rappresentato per la città.

Molti tifosi ricordano ancora le serate al palazzetto con Oscar capace di segnare 40, 50 o anche 60 punti, trascinando la squadra e infiammando il pubblico.

 Il legame umano con la città

Al di là dei numeri, ciò che ha reso Schmidt così amato a Caserta è stato il rapporto umano con la città. Non era percepito come uno straniero di passaggio, ma come uno di casa.

Quando tornava a Caserta dopo la carriera veniva accolto come un eroe, con ovazioni e abbracci dei tifosi di diverse generazioni.

 Un’eredità che resta

Per molti appassionati casertani, Oscar Schmidt rappresenta l’epoca d’oro del basket cittadino. La sua figura resta legata indissolubilmente alla storia della squadra e della città.

Il suo ricordo a Caserta è quello di:

  • un campione irripetibile
  • un simbolo del basket italiano degli anni ’80
  • un uomo che ha lasciato un segno profondo nella comunità
 
   
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