DELITTO VASSALLO, LA PROCURA NON MOLLA: APPELLO CONTRO IL PROSCIOGLIMENTO DEL COLONNELLO CAGNAZZO.
Sedici anni dopo quei colpi di pistola sparati nella notte di Acciaroli, il caso dell’omicidio di Angelo Vassallo continua a muoversi tra ombre, sospetti e colpi di scena giudiziari. E stavolta la Procura rilancia.
La Procura della Repubblica di Salerno, d’intesa con la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Salerno, ha infatti presentato appello contro la sentenza con cui il Gup del Tribunale di Salerno aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.
Una decisione che riapre, ancora una volta, uno dei casi più controversi e simbolici della cronaca italiana recente: l’assassinio del “sindaco pescatore”, ucciso il 5 settembre 2010 mentre rientrava a casa.
Nel provvedimento impugnato, emesso il 27 marzo scorso e depositato il 27 aprile 2026, il giudice aveva escluso elementi sufficienti per sostenere il processo nei confronti dell’ufficiale dell’Arma, accusato di concorso nell’omicidio di Vassallo e di partecipazione a un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
Ma per i magistrati salernitani la partita è tutt’altro che chiusa. Nella nota firmata dal procuratore generale facente funzione Elia Taddeo e dal procuratore Raffaele Cantone, viene confermata la volontà di chiedere alla Corte d’Appello il rinvio a giudizio del colonnello Cagnazzo.
Tradotto dal linguaggio giudiziario: la Procura ritiene che il processo debba essere celebrato.
Il delitto Vassallo, negli anni, è diventato molto più di un’indagine penale. È il simbolo di una verità inseguita per oltre un decennio tra piste sul narcotraffico, depistaggi, accuse incrociate e improvvise svolte investigative.
E mentre le carte continuano a riempire tribunali e procure, resta una domanda che da sedici anni accompagna questa storia:
chi e perché ha deciso di eliminare il sindaco che aveva trasformato Pollica in un modello di legalità e tutela del territorio?
Ora sarà la Corte d’Appello a decidere se quel processo dovrà davvero andare avanti.














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