A San Nicola la Musica non cambia: cambia solo l’orchestra. E attorno al sindaca Santucci da quanto si acontinua vocifera in Piazza e sui giornali continua a ruotare un’accozzaglia di nomi che, tra indagini, polemiche e frequentazioni ingombranti, trasforma la politica cittadina in una perenne sala d’attesa giudiziaria.
Altro che “nuovo corso”: qui sembra il solito manuale del sottobosco amministrativo, dove ogni vicenda finisce accompagnata dal classico corredo di esposti, accertamenti e carte bollate. E mentre i cittadini aspettano risposte su servizi, decoro e gestione del Comune, nei corridoi del potere si continua a galleggiare tra personaggi discussi, equilibri fragili e silenzi molto rumorosi.
Il problema, infatti, non è soltanto chi sia indagato o meno — perché un’indagine non equivale a una condanna — ma il clima politico che si respira attorno all’amministrazione: un ambiente dove le ombre sembrano arrivare sempre prima delle decisioni e dove ogni nomina o movimento scatena sospetti, retroscena e malumori.
Santucci prova a tenere insieme i pezzi, ma l’impressione è quella di una maggioranza costruita più sulla sopravvivenza che sulla visione politica. Un mosaico di interessi, fedeltà variabili e figure controverse che alimenta il sospetto di un potere amministrato giorno per giorno, senza una vera bussola.
E intanto San Nicola osserva. Tra promesse di rilancio e realtà quotidiana, resta la sensazione di una città ostaggio delle solite dinamiche: poche idee, molti equilibri da salvare e troppi nomi che finiscono più spesso nelle carte degli avvocati che nei progetti per il territorio.















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