La Juve riparte come meglio non poteva. Dopo la battaglia infinita contro Montecatini, la Paperdì inaugura la semifinale playoff piegando Orzinuovi 91-83 e si prende gara 1 davanti a un PalaPiccolo ribollente di entusiasmo. Un successo pesante, arrivato nonostante i lombardi avessero nelle gambe otto giorni di riposo in più rispetto ai bianconeri, ancora appesantiti dalle fatiche del primo turno.
La vittoria, però, è solo il primo passo. A Caserta nessuno ha dimenticato l’errore commesso contro Montecatini, quando gara 2 fu gettata alle ortiche, costringendo la Juve a rincorrere il fattore campo fino alla pericolosissima gara 5. Stavolta il copione deve essere diverso: l’obiettivo è azzannare anche il secondo match e partire per Orzinuovi sul 2-0, con il match point già in tasca e la possibilità di chiudere subito i conti in Lombardia.
Gara 1 ha raccontato una Juve quasi sempre avanti nel punteggio ma incapace di scappare via definitivamente fino agli ultimi minuti. Keller e D’Argenzio hanno guidato l’attacco nel primo tempo, mentre nella ripresa è stato Laganà a firmare il massimo vantaggio sul 58-50. Orzinuovi, però, ha dimostrato di essere squadra vera: Chaves e Cacace hanno ricucito lo strappo e tenuto i lombardi in partita fino all’ultimo quarto.
È lì che Caserta ha finalmente cambiato faccia. Difesa feroce, intensità da playoff veri e parziale devastante costruito da Brambilla, Radunic e Sperduto, che hanno spinto i bianconeri fino al +14. Nel finale, però, la Juve si è concessa un pericoloso rilassamento, permettendo agli ospiti di risalire fino al -6. Fortunatamente i liberi e il cronometro hanno evitato brutte sorprese, blindando il primo punto della serie.
Ma la serata del PalaPiccolo è andata oltre il basket giocato. Il 21 maggio non è una data qualsiasi per Caserta: è il giorno dello storico scudetto del 1991, quando la squadra di Gentile espugnò Milano e regalò al Sud il suo primo — e finora unico — titolo italiano della pallacanestro. Trentacinque anni dopo, quell’impresa continua a vivere come una religione civile sotto il cielo bianconero.
Prima della palla a due, il palazzetto si è fermato per ascoltare l’audio originale della telecronaca Rai del finale di gara 5. Una scarica emotiva potentissima: gli occhi lucidi dei veterani, il silenzio rispettoso dei più giovani, poi l’esplosione sugli spalti quando dagli altoparlanti è risuonata la storica dedica di Gianfranco Maggiò: “A Esposito e a mio padre”.
Un omaggio a Enzino Esposito, infortunato quella notte leggendaria, e al Cavaliere Giovanni Maggiò, il visionario che costruì il sogno bianconero senza riuscire a vedere lo scudetto sulle maglie della Juve. E non è un caso se oggi il nome del Palamaggiò torna con forza nelle discussioni cittadine: i 2000 posti del PalaPiccolo ormai non bastano più a contenere la febbre cestistica di Caserta.
Nel prepartita, simbolico e carico di significato, anche l’abbraccio tra il presidente dello scudetto Gianfranco Maggiò e l’attuale patron Farinaro: una stretta di mano tra passato glorioso e futuro che la Juve prova a riconquistare.
Ora, però, serve il colpo del ko. Orzinuovi si è dimostrata squadra fisica e ben organizzata, capace di sfruttare i blocchi di Oxilia per liberare il talento di Chaves e innescare il tiro di Cacace. Ma la sensazione emersa da gara 1 è chiara: se Caserta recupererà energie e alzerà l’intensità difensiva fin dall’inizio, la superiorità tecnica dei bianconeri può fare la differenza.
PAPERDI JUVE CASERTA-LOGIMAN ORZINUOVI 91-83
PARZIALI: 26-24, 44-39, 67-62
PAPERDI JUVE CASERTA: Nwaofom n.e., Vecerina 6, Sorbo n.e., Hadzic 11, Laganà 5, D’Argenzio 12, Brambilla 10, Radunic 13, Sperduto 10, Ly-Lee 7, Lo Biondo 4, Nobile 13. All.: Lardo.
Nessuno uscito per 5 falli.
LOGIMAN ORZINUOVI: Venturoli, Chaves 17, Giacomini 12, Gnecchi 7, Carta, Oxilia 12, Caversazio 4, Zilli 2, Cacace 23, Cappelletti 6. All.: Gabrielli.
Uscito per 5 falli: Chaves 40’ (89-83).
ARBITRI: Frosolini di Grosseto, Rubera di Bagheria (PA) e De Rico di Venezia.
Domani sera alle 20:30 il PalaPiccolo tornerà a essere una bolgia. E la Juve sa benissimo che il treno per l’A2 passa da lì.















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