Il tavolo tra Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, annunciato per questa settimana, slitta alla prossima. Motivo ufficiale: prima c’è da celebrare il congresso nazionale di Forza Italia, in programma a Milano dal 9 all’11 ottobre. Perché evidentemente, per parlare di Caserta, serve prima passare da Milano.
Sul tavolo — quello vero, quando finalmente si aprirà — ci sono le prossime amministrative: Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Capua, Castel Volturno e Mondragone. Insomma, una partita politica niente male. Peccato che, per ora, la partita sia soprattutto quella degli appuntamenti in agenda.
I segretari regionali hanno già dato il via libera e spedito i dirigenti territoriali a cercare una sintesi. Facile a dirsi. Poi arrivano legge elettorale, congressi, equilibri interni, candidature e soprattutto il grande interrogativo che aleggia su Caserta: chi entra e chi resta fuori?
Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, aveva indicato proprio questi giorni per l’avvio del confronto. Ma il calendario politico ha presentato il conto: tavolo rimandato, pazienza aumentata e dossier che continuano a crescere.
E qui arriva il capitolo più interessante.
Perché, almeno per ora, nessun paletto sulle alleanze. Nessuna linea definitiva neppure sull’eventuale ingresso nelle liste di esponenti provenienti dal centrosinistra.
Traduzione dal politichese: porte ancora aperte, corridoi affollati e nessuno ha ancora deciso chi dovrà consegnare le chiavi all’ingresso.
A Caserta la questione è tutt’altro che marginale. Soprattutto perché bisognerà capire cosa succederà con chi, fino a ieri, orbitava attorno all’amministrazione di Carlo Marino e oggi potrebbe improvvisamente scoprire nuove simpatie politiche.
Il centrodestra dovrà dunque decidere se costruire una coalizione con criteri politici chiari oppure assemblare, come spesso accade alla vigilia delle elezioni, una raccolta differenziata di candidature provenienti da storie politiche diverse.
Per ora una sola certezza: il centrodestra non ha ancora deciso chi correrà. Ma, almeno, ha già deciso quando rinviare la decisione.
E il tavolo?
Ci sarà. La prossima settimana. Forse.














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